martedì 22 aprile 2014

...una mano nel deserto

 
“Amare è come darsi una mano nel deserto,
guardarsi negli occhi quando è buio,
parlarsi quando tutto è silenzio,
volare insieme nel nulla.
L’amore non è un romanzo che inizia
da un certo punto e termina in un altro.
È un impegno da cuore a cuore, da essere a essere.
Per la sua forza è simile allo scorrere delle onde
dell’oceano. È presente in ognuno di noi,
ha solo bisogno di crescere. Amore significa
dare senza alcun desiderio di restituzione.
È il vero respiro della nostra esistenza,
è il cielo alto della nostra vita.”
 
-R.Battaglia-
 

lunedì 21 aprile 2014

...resuscitare tradizioni

Ho letto di recente un libro della Simonetta Agnello Hornby. Narrava della sua infanzia siciliana e delle tradizioni famigliari di una borghesia oramai decadente. Largo spazio l’ha dedicato alle ricette che venivano tramandate di generazione in generazione. Quaderni rigati, ricamati da una bella calligrafia. Uno per ogni femmina della famiglia. E quando veniva a mancare l’anziana, “l’originale” andava alla prima delle figlie.
 
Anche nella famiglia di Daffo, le matriarche hanno da sempre cucinato molto bene. Cucina povera, cucina contadina, ma che nulla aveva da invidiare ad altre più raffinate.
Fin da bimba mi piaceva aiutare mia nonna, ascoltarla raccontare dei piccoli segreti di certe pietanze, guardarla come mescolava gli impasti… alcuni li puoi frullare, altri li devi girare energicamente, altri invece li devi incorporare e il mestolo va da sotto a sopra lentamente facendo prendere aria al tutto… mi spiegava. Io ero attenta e assorbivo ogni parola. Mi lasciava provare. Finché arrivò anche il giorno in cui toccò a me cucinare per lei, e lei ne rimase contenta. Avevo imparato bene. Brava Daffo, mi diceva.
 
E oggi pensavo che purtroppo sono rimasta solo io a saper riprodurre certi piatti, certe conserve, certi miscugli di sapori che si conservano a lungo e vengono utilizzati durante l’inverno quando mancano le materie prime fresche di orto. I miei fratelli non sanno cucinare. Le loro mogli lasciano a desiderare. Non hanno tempo, così dicono. E non prestano attenzione a dettagli molto importanti, perché pensano che siano solo inezie. E basterebbe così poco per migliorare alcune cose. Ma a loro non importa. Va beh, peccato. Ora non frequento più nessuno di loro, quindi il problema non si pone più.
 
Mangiare per me è e rimarrà un piacere, e cucinare lo è ancora di più. Anche quando lo faccio solo per me.  Poi mi organizzo, e quando come in questo caso capita di essere reduci da giorni di fatica e voglio comunque assaporare qualcosa di buono senza ulteriori sforzi… beh, capita che… cosa si fa a Pasqua? Si resuscita, e io ho resuscitato il fricandò che ho preparato a Natale. A suo tempo ne ho fatto una grande quantità, e il surplus è finito in congelatore in comode porzioni. Voilà!
Ecco, se devo essere grata per un dono che ho è quello del saper cucinare. Perché è vero che mangiare è mangiare, ma mangiare qualcosa di buono è tutt’altra cosa. Pochi semplici ingredienti, un vecchio quaderno un po’ ingiallito, tanta passione… e il tempo necessario… tempo tempo… perché in cucina ogni ricetta vuole il suo tempo.

...e poi quando ho finito di preparare la crema pasticcera per il dolce, mi volto e dietro c'ho la credenza che era di mia nonna. Costruita nel 1929. Regalo che le fecero quando si sposò.
È come se lei fosse ancora qui che mi tiene compagnia. Le cose nei cassetti sono come le teneva lei: a sinistra gli asciugapiatti, a destra i tovaglioli di stoffa e i grembiuli... anche questi sono suoi.
Nello scomparto sotto c'è pasta, riso, sale, zucchero, cioccolato eccetera.
Sopra invece, dietro le antine in vetro fine: bicchieri e tazze da tè e caffè.
Appoggiato sul ripiano, un porta frutta in legno... anche questo suo.
 

sabato 19 aprile 2014

…una mano di vernice e una spruzzata di panna

Sono sopravvissuta al ritinteggio. Non mi dilungo sul caos che avevo per casa ieri. Per fortuna i pittori sono stati previdenti e sono arrivati numerosi, così da finire nel primo pomeriggio…e poi dopo aver offerto birra a tutti, Daffo ha pulito da cima a fondo e ripristinato un appartamento vivibile. Efficienza allo stato puro!
Stanca felice ho fatto solo cena e poi mi sono sdraiata sul divano per la diretta radio di un concerto magnifico: Mendelhsson. Avrei potuto andare a vederlo dal vivo però, visto la giornata impegnativa si è rivelato mooooooooooolto più comodo l’ascolto sprofondata nei cuscini. Stando tutto il giorno in corrente d’aria e a temperature tutt’altro che primaverili, ero anche un po’ infreddolita e bisognosa di stare al caldo.
Va beh, questa è una versione trovata sul web:
 
 
Sembra che l’opera sia stata pensata per una formazione di 500 elementi, e mi chiedo se sia mai stata eseguita come tale... mah. Ieri comunque erano solo 90 orchestrali più il coro e i tre soliti, e l'acustica del luogo ha amplificato l'effetto. 
 
E poi poi… va beh, oggi mi sono dedicata ai dettagli, tipo prendere bene le misure per appendere le cose diritte, inchiodare alcune stoffe, rimpolpare le piante con della nuova terra… sì perché nel trambusto mi sono anche tirata addosso il grande ficus… erano le sei di mattina e ho avuto anche il coraggio di accendere l’aspirapolvere perché poi arrivavano i pittori e via dicendo… che giornataccia.
Ora però relax e fornelli. Ho in programma di preparare la crema pasticcera per farcire una torta pan di spagna con fragole e panna... sluuuuuuuuuuuuurp!!
 

mercoledì 16 aprile 2014

...domani è giovedì

"Eh, son cose che scavano dentro, a lungo andare poi ne risenti."
Commenta così le mie vicissitudini famigliari. Una conoscente di vecchia data.
La invito a non drammatizzare le conseguenze emotive. Dopotutto siamo sempre noi a decidere come affrontare le cose, e non sono le cose a dettare il nostro umore.
Io la penso così. Ovvio che risento di qualche contraccolpo, e ci mancherebbe altro. Non sono insensibile e ogni rottura, per quanto voluta per evitare mali peggiori, è pur sempre un piccolo lutto che richiede un riassestamento. Mette in gioco molte dinamiche, mette in gioco il nostro modo di essere e agire e sentire. Destabilizza, perché bisogna rivalutare molte cose, nel bene e nel male certezze e incertezze si mescolano e si capovolgono.
È un cambiamento insomma. Ne ho affrontati di più drammatici, supererò anche questo.
Non fingo di star bene a tutti i costi. Ogni tanto mi sfaso e va bene che sia così. Lasciarmi andare mi permette di risparmiare energie. Peggio sarebbe se facessi resistenza e mi mostrassi indistruttibile.
No, Daffo non ha sempre le spalle larghe. Non più. Ogni tanto mi permetto anche di provare dolore e essere triste. Dura poco ma è necessario anche scaricare così l'amarezza di certi momenti.
Poi passa e il sole dentro ritorna a splendere.

Comunque, in questi giorni sono in fase positiva e tutto va bene. Oggi poi mi sono divertita un sacco... ho riso così tanto... ma tanto da piangere dalle risate. Il mio capo, un suo amico ed io stamattina in riunione con alcuni consulenti. Ci hanno guardati storti, senza capire. E noi a sbellicarci... non riuscivamo a smettere... lì ad asciugarci le lacrime per poi ricominciare a ridere non appena incrociavamo gli sguardi.
C'era anche lei... che ora mi chiama Oz girl.
Poi tornata a casa, ho continuato a disfare cose. Ho preso accordi per far montare alcune tapparelle in legno.
Ho l'appartamento che... sembro una terremotata ecco.
Proprio perché non si può restare in questo caos a lungo, stasera sono uscita e ho partecipato a una conferenza molto molto interessante: dolore e medicina tradizionale cinese. Eravamo pochi, nemmeno dieci persone, ma tutte molto affascinate dall'argomento e cosa ancora più intrigante, eravamo tutti una complementare all'altro: un medico tradizionale, alcune infermiere, il relatore medico di MTC, Daffo terapista di ipnosi.
Abbiamo intavolato discorsi molto approfonditi e c'è stato un piacevole scambio di esperienze e conoscenze.
Riunione sicuramente da ripetere.
Le terapie e le varie medicine vanno affiancate. Ognuno ha molto da dare.
Non si tratta di fare una gara per vedere chi cura più casi. Ognuno può contribuire con la propria specialità.
Su questo siamo d'accordo.
Ho portato a casa tanti sorrisi che erano caldi come abbracci, e un plico di ricerche da leggere... però ora ho sonno quindi... notte notte.

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martedì 15 aprile 2014

...ohhhhlì lì fraidei

E arrivano anche gli imbianchini. Venerdì. Venerdì Santo, già. Salvo imprevisti dell'ultima ora. Qui eravamo già sui blocchi di partenza, in attesa del segnale. È arrivato.
Ho cominciato a staccare quadri e foto dalle pareti. Dovrò togliere di torno un po' di cose e raggruppare il mobilio. La libreria portata dal maniero dovrò farla spostare dagli operai perché pesa assai.
Sto facendo il lavoro a tappe. Per fortuna sono ordinata e organizzata. Alcuni oggetti si trasferiscono in solaio per un po'.
Sì perché già che si ritinteggia, si modifica anche il look dell'appartamento.
Non ho ancora deciso come sarà ma l'idea di qualche cambiamento mi piace. La realtà è però anche fatica. Va beh, avrò davanti altri tre giorni di festa per riportare ordine, pulire a fondo e riposare.

È anche questo un regalo dell'Universo, così come l'ultima notifica dell'ufficio esazione. Tanti salti di gioia. A fare le cose onestamente si viene ripagati.

...quack quaaaaaaaack!!


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lunedì 14 aprile 2014

...non calpestate i quadrifogli

Ecco alcuni suggerimenti di Lucia Giovannini per aumentare la nostra fortuna:

1. Sii generosa/o
Più dai, più ricevi. Dare agli altri – non solo in termini materiali, ma anche inteso come tempo, aiuto, ecc – rende felici noi, quelle persone e immette energia positiva. Proprio quella che tornerà indietro sotto forma di fortuna.
 
2. Rilassati
Le persone che crediamo essere “più fortunate” sono quelle più attente a cogliere le opportunità che si presentano lungo il cammino. E più si è rilassati nei confronti della vita, più è facile notare quello che accade intorno a noi. Quando ci lasciamo guidare dallo stress e dall’ansia, chiudiamo la porta alle opportunità favorevoli.
 
3. Prendi nota di ciò che accade
La vita è un susseguirsi di coincidenze, di segnali inaspettati che la Vita ci sta inviando. A volte, però, siamo troppo occupati o distratti per accorgercene. Annotare su un quaderno le coincidenze è un modo per attirarne ancora di più.
 
4. Apriti a nuove esperienze
(…), quando scegliamo di avere una coscienza di abbondanza siamo più inclini a dare, a rischiare, a buttarci in nuove imprese, a uscire dalla zona di comfort, ad aprirci a nuove possibilità. Coltivare nuovi hobby, nuove passioni e provare cose diverse attira più fortuna. Non smettere mai di imparare!
 
5. Conosci nuove persone
Conoscere nuova gente e mantenersi aperti immette nuova energia in circolo e aumenta la probabilità di incontri interessanti, proprio quelli che potrebbero aprire nuove porte! Anche rivolgere la parola a un estraneo è un modo per uscire dalla zona di comfort e allargare la rete della fortuna! Cerca di limitare ogni atteggiamento di chiusura (braccia conserte, sguardo rivolto verso il basso) e sorridi! Lascia avvicinare gli altri.
 
6. Fidati del tuo intuito
La vocina interiore è quella che non sbaglia mai, fidati del tuo intuito. Un modo molto efficace per ascoltare la propria voce interiore e annullare i rumori esterni è la meditazione. Bastano pochi minuti al giorno per connettersi con il nostro Io più profondo, prendere le decisioni giuste e attirare più opportunità.
 
7. Pensa positivo
Le parole creano la nostra realtà ed è per questo motivo che occorre sceglierle con cura. Come sostiene Louise Hay, madre del pensiero positivo, i pensieri che facciamo, le parole che diciamo e le convinzioni che abbiamo plasmano le nostre esperienze e la nostra vita. L’Universo è sempre in ascolto e ci risponde sempre. Quando cambiamo pensieri e parole, cambiano anche le esperienze che viviamo. Aspettiamoci il meglio!
 
8. Capovolgi la situazione
Ogni problema nasconde in sé un’opportunità. Sta a noi decifrare il messaggio che la vita ci sta inviando in quel momento e ricorda, come sostiene il Dalai Lama, che “a volte, non ottenere quello che si vuole, è un meraviglioso colpo di fortuna!”.
 
9. Non arrenderti mai
Le persone più fortunate sono quelli che fanno tanti tentativi, cadono, si rialzano e imparano dagli errori. Anche se qualcosa va storto, non fanno le vittime, né si piangono addosso. Prendono coscienza di ciò che non ha funzionato , ci riprovano e cercano di migliorarsi.
 
10. Impara a chiedere
Ti sei mai chiesta/o come è possibile che certe persone ottengano effettivamente quello che vogliono? Perché lo chiedono! Quante volte ci aspettiamo che gli altri ci leggano nella mente e interpretino i nostri desideri. Impariamo a chiedere senza bisogno di scusarci. E se anche la nostra richiesta dovesse essere declinata, consideriamolo un “no momentaneo”. Solo perché non otteniamo qualcosa subito, non vuol dire che non lo otterremo mai.
 
Quali sono i colpi di fortuna che vi sono capitati in amore, al lavoro, nella vita?”
 

domenica 13 aprile 2014

...quel che resta del week-end

Fine settimana all’insegna dello svago inframmezzato a momenti di puro relax.
Ho visto un film che sapevo non bellissimo ma non pensavo così pessimo… il violinista del diavolo. Sono stata molto tentata di uscire a metà tempo, ma la comodità della poltrona ha prevalso.
Lunga nuotata, sabato. Aria aperta, sole. Giornata dedicata pure allo yoga e alla lettura.
Domenica pure splendente, passata in posizione orizzontale in un mare di pratoline. Pomeriggio conclusosi con un meraviglioso concerto di primavera. Coro lirico. Donizzetti, Verdi, Strauss, Mascagni, Mozart, Rossini. Un incanto. Comunque, colpa un po’ della mia irritabilità di questi giorni… sarà il pensiero della never ending saga della happy family, qualche transito planetario, qualche seccatura dei soliti rompiballe di cui è pieno il mondo… beh, fatto sta che le due carampane sedute accanto non la smettevano di bisbigliare e allora Daffo ha dato il meglio di sé usando il linguaggio universale dei segni: a metà concerto ho dato una pedata alla sedia accanto… ops, quasi quasi lei fa una balta. Messaggio recepito. Calò un religioso silenzio...  e io sai che immenso giubilo.

giovedì 10 aprile 2014

...cheers

Abbiamo fatto l'elenco delle birre australiane e ripercorso le nostre rispettive "vie dei canti". Mi ha telefonato per ringraziarmi della foto, ancora incredula di come le nostre strade si siano nuovamente incrociate a distanza di anni. Chiamalo il caso...

Non esistevano i cellulari, né internet, né whatsup. Le macchine fotografiche non conoscevano la tecnologia digitale. Si era un po' più sole in giro per il mondo, ma grazie anche a questo "isolamento" ci si univa di più con gli altri che si incontravano. È stato così per lei e per me.

Ha suggerito una serata noi due sole... "gli altri non capirebbero e si annoierebbero... solo io e te, e ci raccontiamo". Accetto con piacere.
Non ci resta che trovare un po' di bottiglie di VBitter Foster's e XXXX... ci scambiamo alcuni sms e scopro che anche lei in questi anni si è data da fare per trovare alcuni negozi che le vendessero... "ok allora io porto quelle del Victoria e tu provvedi alle bionde della golden coast".

Sorrido divertita... ma come potevo mai scordarmi di una tipa così... impossibile... ahahahah


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mercoledì 9 aprile 2014

...diciassette

Ci siamo incontrate qualche mese fa.
Approccio formale… ma dentro una sensazione di averla già conosciuta. Qualche giorno prima avevo incontrato una sua collega, che conosceva me ma io non sapevo chi fosse. Poi lei... e lei sì che ha smosso qualcosa. Non riuscivo però a collocarla.
In queste settimane mi sono scervellata. Ma io la conosco la conosco la conosco. Dove l’avrò già conosciuta?
Ieri sera un flash. Ho rovesciato alcuni cassetti alla ricerca di una foto: la somiglianza c'è, mi sono detta. Però il dubbio restava… sono passati diciassette anni da allora. Sarà lei o non sarà lei? Stamattina mi sono buttata:

“Posso farti una domanda che non c’entra nulla con il lavoro?”
“Dimmi Daffo.”
“Tu sei mai stata in Australia?”
“Si che ci sono stata, tanti anni fa.”
“Allora abbiamo fatto un viaggio di due giorni nell’outback, assieme. Perth 1997.”
“…”
“Ricordo che avevi lasciato tutto, a quel tempo davi lezioni di immersione… poi ricordo che mi dicesti che saresti andata su a nord a Exmouth… ma noi ci siamo incontrate a Perth, ero appena arrivata… ma ti rendi conto di quanto sia piccolo il mondo?”
“…che memoria Daffo! Si sono io. Non mi ricordo il nostro incontro ma decisamente ero io!”
 
E ci perdiamo in un lungo racconto di quello che abbiamo fatto laggiù... when we were young & beautiful... e ridiamo ridiamo ridiamo...
 
Le ho mandato la foto di quel viaggio… e credo che per oggi le ho sconvolto a sufficienza la giornata.
Universo sei pieno di piacevoli sorprese.
Non tutta la memoria è andata perduta… ogni tanto quel contenitore improvvisamente rovescia fuori piacevoli ricordi.

martedì 8 aprile 2014

...abbi fiducia

Mi sento fortunata. Sì, le uniche persone che mi hanno delusa, maltrattata, insultata, ricattata, mortificata e chi più ne ha più ne metta... dicevo, le uniche persone sono i miei famigliari più stretti, ma anche quelli un po' più alla larga non ne escono meglio.
E per quanto la mia famiglia sia numerosa, il numero di persone è ancora contenuto, limitato. Motivo per cui, me ne rallegro.
La mia fiducia negli esseri umani in generale esiste e persiste ancora, purché l'individuo in questione non sia un parente perché allora per quanto mi sforzi... non riesco a dargli fiducia.
Posso quindi andare tranquilla per il mondo.

Il problema inverso ce l'ha invece il mio capo, che ha subito gli stessi maltrattamenti da elementi però estranei alla sua cerchia famigliare e oggi come oggi non si fida praticamente di nessuno... beh, si fida al 99,99999% di Daffo e questo lo ritengo un privilegio. Di tutti gli altri malfida e controlla e ricontrolla ogni singola cosa, prende informazioni, fa la prova del nove, chiede la mia opinione, mette alla prova gli altri con trabocchetti ecc.

Oggi ridendo e scherzando gli ho fatto notare questo suo atteggiamento, aggiungendo però che lo capisco. Mi auguro solo che lui creda e si fidi almeno di se stesso.
Sì perché anche se ci è capitato di valutare male una persona e quindi ne siamo rimasti fregati... beh, come fa quel detto? È chi dà fiducia, che la merita.
Quindi, forza e coraggio, crediamo in noi stessi e diamoci e diamo fiducia anche quando gli altri non la meritano... poi ci pensa l'Universo a sistemare le cose e ridarci il maltolto in altra forma.

E ora sono interessata alle vostre opinioni circa la fiducia.
Argomento interessante da farci su un bel workshop di un week end...

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lunedì 7 aprile 2014

...i prati sono in fiore & l'ape maya fa il miele

Pensavo fosse uno scherzo d’aprile, la Mannoia che ha compiuto 60 anni... chi l’avrebbe mai detto. Ma d’altronde Daffo è indaffarata indaffaratissima a semplificarsi la vita e non guarda più la tv non legge i giornali né le riviste né presta attenzione al gossip. Mi sto sbarazzando del maniero con dentro la famiglia al completo, cani porci e vadaviailsettebello. Se l’avvocato non mi avesse impedito di fare gesti inconsulti, a quest’ora avrei già scaricato tutti… ma stiamo calmi… Altrove… ossia qui dove sono ora, sto ripitturando… beh, non ancora ma diciamo che ho giusto giusto un’ora fa preso accordi con gli artigiani che daranno una mano di vernice, si spera immediatamente o almeno prima di Pasqua ma la realtà propende più verso maggio quando i prati saranno in fiore e l’aria pullulerà di polline... Daffo non è allergica e quindi sta bene che ci sia anche quest’orgia che serve a colorare orti e prati… che poi Daffo c’ha il suo buon miele per passare l’inverno… benvenuta primavera!
Quante cose da fare. Ho solo l’imbarazzo della scelta, e devo trattenermi perché quando mi prendono questi raptus… ahahah una mia amica mi ha delicatamente ricordato di non far ripetere loro l’esperienza di Daffo ventenne che nello spazio di 14 giorni, senza dire nulla a nessuno si mise lo zaino in spalla e partì per lunghi mesi per l’Australia… “Ok Daffo ti conosciamo, però evita di stravolgere la vita di tutti a questo modo.”
Va beeeeene… datemi qualcosa da fare…
 
 

domenica 6 aprile 2014

...una carezza mandata dal vento

Sarà un post un po’ scomposto.
Tanti pensieri sparsi cuciti assieme.
Un patchwork insomma.
 
Iniziamo prendendo l’ultimo brandello di venerdì scorso. Sono andata a un simposio medico. L’argomento non era inerente le medicine complementari, che è il mio campo. Si trattava di una serie di conferenze sulle ultime riguardanti il morbo di Parkinson. Mio padre ne morì. Si ammalò giovane e in meno di due decenni diventò l’ombra di se stesso. Allora come oggi mi sono sempre tenuta al corrente delle terapie. Allora come oggi siamo allo stesso punto. Non se ne conosce la causa, si fanno solo ipotesi. Non c’è una cura che guarisce o previene, ci sono solo terapie che alleviano i sintomi. I risultati delle ricerche scientifiche conoscono lo stesso moto acinetico della malattia.
Mi siedo in fondo alla sala, perché le poltrone sono più invitanti delle normali sedie. È un’aula magna piuttosto piena e il pubblico partecipa. Sono interessanti gli scambi di esperienze: malati, medici, ricercatori. Le stesse problematiche che conoscevo ai tempi, sono rimaste.
L’ultima relazione ammazza tutti con la respirazione dei ribosomi… forse l’unica parte divertente è veder crollare addormentato il giovane accanto a me. Scambio di sguardi con l’organizzatrice dell’evento: ridiamo. Ma ho notato anche in altre occasioni: i ricercatori vengono lasciati per ultimi e l’entusiasmo che proiettano nelle loro relazioni è inversamente proporzionale all’interesse del pubblico. Per fortuna a seguire c’era un grande buffet a cui dare fondo.
Devo ammettere che… sarà il periodo di transizione/rottura che sto attraversando, sarà sarà… a tratti mi sono un po’ commossa. Non era quel che veniva detto… era quello che mi muoveva dentro. Mio padre era diverso da quegli avvoltoi che ho addosso ora… e nei volti di molti presenti rivedo la sua espressione, o dovrei meglio dire la sua non-espressione. E penso a lui…
 
E ho pensato a lui anche oggi quando ho preso in mano il libro della figlia di Enzo Biagi, quello in cui racconta della vita assieme a suo padre… ricordi commoventi di un uomo coerente, costi quel che costi.
Poi ho anche riordinato il solaio, in previsione del prossimo carico… le ultime cose ahimè, che porterò via dal maniero. Non so ancora quando, mi devo organizzare. E prima devo decidere altre cose. E fra i tanti pensieri ho pensato anche che dovrei far ritinteggiare l’appartamento. Devo parlare con l’amministratore del palazzo, accordarmi con lui. Voglio rinfrescare le pareti… è arrivato il caldo, è la stagione giusta. È un po’ un casino con tutti i mobili dentro, ma mi so organizzare e l’operazione imbianchini potrà essere fatta in una giornata… spero. Ovvio, poi ce ne vorranno altre due per riportare tutto alla normalità. Ma ho voglia di fare anche ciò.
 
E ieri sera che ho fatto? Dracula… questo qua:
 
 
Un qualcosa di decisamente nuovo per me. Come ho detto in altre occasioni, la danza non mi esalta. Non mi tiro però indietro quando c’è da fare una nuova esperienza e… sono andata a vederli. Una serata diversa e tutto sommata coinvolgente. Top marks alla compagnia di ballo. Molto bravi.
 
Ieri sciallo su tutti i fronti. Una ciotola d’incenso che fumava, finestre aperte, l’aria tiepida che pervadeva ogni angolo, io distesa al sole con una maschera al viso… un po’ di yoga, un po’ di ipnosi, un po’ di… fragole con cioccolata e panna… ci siamo trattate bene insomma.
Ho bisogno del mio equilibrio per muovermi in acque agitate agitatissime…

sabato 5 aprile 2014

...dialogo con un angelo

Voglio condividere con voi un breve dialogo che mi è arrivato tramite una newsletter. Leggete e meditate.
"Un giovane sognò di entrare in un grande negozio.

A far da commesso, dietro il bancone c'era un angelo.

Cosa vendete qui? (chiese il giovane)

"Tutto ciò che desidera", rispose cortesemente l'angelo.

Il giovane cominciò ad elencare:

- Vorrei la fine di tutte le guerre nel mondo
- Più giustizia per gli sfruttati
- Tolleranza e generosità verso gli stranieri
- Più amore nelle famiglie
- Lavoro per i disoccupati
(...)
- e... e...

L'angelo lo interruppe

"Mi dispiace, signore. Lei mi ha frainteso. Noi non vendiamo frutti, noi vendiamo solo semi".

E' vero che funziona così: ci concentriamo spesso sui frutti, senza tenere conto dei semi.

Vorrei, vorrei, vorrei..quali semi germoglieranno nei frutti che desideri?

Non c'è pace se non si semina amore.
Non c'è successo se non si semina fiducia e perseveranza."

Scrivi una lista dei tuoi 3 vorrei e, accanto,associa un seme che può germogliare in quel frutto
"Il genio usa la fantasia
e la mente non è altro
che lo strumento che gli serve
per tradurla e farla diventare materia"
 

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venerdì 4 aprile 2014

...meticci

"Meticci siamo quando non riconosciamo il mondo
o forse è il mondo che non riconosce noi
meticci siamo quando riflettiamo nel silenzio,
che del chiasso ormai non ne possiamo più
meticci siamo noi e la nostra vera forza è accettare la fragilità
nel silenzio di una lacrima
meticci"

 
Giornata pregna di impegni. Sono di corsa. Giusto il tempo di buttar giù un boccone, sdraiami un’oretta sul divano e poi si esce di nuovo. Mi attende un simposio molto interessante.
Eh ma non mi sono dimenticata il buon proposito di premiarmi… lancio il pensiero e poi ci pensa l’Universo a esaudire i miei desideri: altri 2 biglietti omaggio per il prossimo spettacolo.
La grande, the one and only… Ornella Vanoni… che quando ho letto un filo di trucco e un filo di tacco ho pensato subito alla teacher...
Buon week-end… quack quack quack.
 

mercoledì 2 aprile 2014

...il mio salvagente

Ho baciato il mio iPhone... sempre sia lodato. Già mi aveva salvata quando mi ero persa sul Cammino e ora? Ora mi sta salvando dai miei persecutori. Ho scoperto una funzione salvavita: blocca contatto. Selezioni il numero in agenda, un click su blocca contatto e voilà. Il telefono non riceve più né messaggi né telefonate da quel numero e inoltre tutto ciò non ti viene notificato. Non ti dice che qualcuno ti ha cercata e nemmeno cosa ti ha scritto. E il "contatto bloccato" che chiama trova occupato vita natural durante. Fantastico.
Poi mi sono dedicata a riempire la scatola dei biscotti... ho scartato la confezione lentamente, aperto la scatola di latta, e con cura ho rovesciato dentro biscotto per biscotto... assaporando una pace immensa. Ho preparato un tè e ci ho inzuppato quelli quadrati bucherellati... acciambellata in poltrona a guardare fuori dalla finestra, il cielo che imbruniva e l'aria fresca e silenziosa...

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