venerdì 6 febbraio 2015

...di alberi, radici e viaggi

 
"Yggdrasil" detto anche "frassino del mondo", metafora vegetale dell'universo concepito come essere organico, emblema del bene e del male. Simili alberi si possono trovare nei quadri mitico-rituali dello sciamanesimo e dello stesso cristianesimo, nel caso dell'Albero Sefirotico. Proprio alla tradizione Sciamanica sembra richiamarsi il nome Yggdrasil "cavallo del terribile" dove "Yggr" stà per terribile, appellativo di "Odino" capo degli Dèi nordici e il cavallo è una metafora di patibolo. Si allude, cioè alla storia dell'autoimpiccagione del Dio, per tanti aspetti simile alla morte apparente richiesta all'apprendista sciamano, durante la quale Odino acquisisce i segreti della sapienza magica.
 
Yggdrasill è l'albero più bello dell'universo che sorregge l'intero cosmo, il suo tronco è molto robusto e slanciato, la sua chioma arriva e supera il più alto dei cieli ed è impossibile scorgerne la fine. I suoi rami sono abitati da strani animali forniti di doti magiche. Uno di questi è un aquila gigantesca depositaria di antichissimi segreti, tra i suoi ochhi è appollaiato "Vedhrofölnir", un minaccioso falco con uno sguardo terrificante. La corteccia è invece minacciata da "Dainn", "Dvalinn", "Duneyrr" e "Durathror", quattro cervi dal collo ricurvo che brucano incessantemente il fogliame del frassino fino a intaccarne le radici, senza però riuscire a fare un minimo danno ad un albero di queste dimensioni. Lungo il suo tronco corre "Ratatoskr" lo scoiattolo "dal dente di topo" che è latore di messaggi e minacce dell'aquila agli oscuri abitanti delle radici dell'albero.
 
Yggdrasil attraversa tutti e nove i mondi…”

Ho trovato tutte le bacche e le erbe necessarie, le ho pestate e mescolate. La casa profuma di buono. Non oso pensare cosa avverrà stasera quando butterò il tutto sul braciere. La luna è nella fase propizia per il rituale che ci è stato chiesto di fare. La mente, dopo una settimana impegnativa, non è così armonica e rilassata, quindi occorrerà un po’ di meditazione per centrarsi bene e equilibrare le energie.
 
Il corso di sciamanesimo mi sta trasportando in altri mondi, gli occhi vedono cose oltre il buio della mente e le notti insonni sono state molte ma la fatica inesistente. Una botta di energia incredibile.
 
Non è stregoneria, non è magia. È un lungo e profondo viaggio introspettivo per riprendere possesso di quella sensibilità e percettività che è propria dell’essere umano immerso totalmente nella Madre Natura. È un ritorno alle nostre radici, un abbraccio con colei che ci ha creato e non ci ha mai abbandonato.
 

lunedì 2 febbraio 2015

...I am a therapist oh yeah!

SMS: “Giovedì ti consegno il certificato finale. 
          Te lo sei meritato. Congratulazioni Daffo!!”

Ci sta tutta… si si, esaltiamoci!!
Un altro traguardo raggiunto sulla mappa di Daffus.
Sembra ieri che ho iniziato il lungo percorso… e ora siamo alla battuta finale.
L’anno scorso l’abilitazione, ora l’attestato della fine dei sei cicli con la benedizione della mia insegnante, con cui ho sviluppato un nuovo metodo e nuovi protocolli che stiamo testando con ottimi riscontri.

lunedì 26 gennaio 2015

...la difficoltà di questi tempi

 
“Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.”
 
-Il diario di Anna Frank-
 

domenica 18 gennaio 2015

...resistere

 
In questo periodo, restare centrati richiede forse più energia che in altri momenti.
Ricordiamoci allora come mantenere e sviluppare la nostra resilienza.
Articolo di L.Giovannini.
 
“Vi siete mai chiesti come fanno alcune persone a mantenere il sorriso sulle labbra nonostante le avversità della vita? Sono semplicemente fortunati ad essere così? No, anzi; molto spesso, hanno lavorato duramente su loro stessi per sviluppare un ingrediente fondamentale per la propria serenità: la resilienza.
(…), la resilienza è la capacità di un materiale di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi, la capacità, tipica per esempio della gomma, di riprendere la forma dopo essere stata schiacciata. In psicologia si usa per definire la crescente abilità del corpo, della mente, dello spirito di riguadagnare l’equilibrio, la salute, la serenità.
 
Vediamo come fare per sviluppare questa importante capacità in 5 passi.
 
1. Accetta la realtà
Uno dei comportamenti che crea maggiore stress e infelicità è la negazione della realtà. La vita ci pone davanti numerose sfide e, a volte, anche eventi piuttosto traumatici. Negare la realtà, però, ci fa andare ancora di più alla deriva. La vita in fondo è un alternarsi di buio e luce, di gioia e tristezza. A seconda del cambiamento che ci troviamo ad affrontare, la fase di accettazione può richiedere un tempo più o meno lungo, ma è l’unico modo per andare avanti con la nostra vita. Solo tenendo ben presente che sia dolcezza sia amarezza fanno parte dell’esistenza umana, potremo mantenere la serenità.
 
2. Usa parole positive
Non ci stancheremo mai di ripeterlo: le parole plasmano la nostra realtà. Per questo è importante prestare attenzione al tipo di dialogo che instauriamo con noi stessi e con gli altri. Sono parole di bene-dizione o di male-dizione? Quando ad esempio commetti un errore, come ti rivolgi a te stessa/o? Ti colpevolizzi, magari anche per giorni, o provi tenerezza nei tuoi confronti? A nessuno piace sbagliare, ma è l’unico modo per imparare veramente e migliorare!
Volgi al positivo tutte quelle espressioni distruttive che usi abitualmente e, magari, inconsciamente. “Non riesco” diventa “Farò di tutto per”, “È colpa mia” diventa “È mia responsabilità”, “È difficile” si trasforma in “Non è facile”, “È un grosso problema” in realtà “è una grossa sfida”.
 
3. Distingui chi sei da quello che fai
 Noi non siamo i nostri comportamenti, i nostri errori o le nostre azioni. Siamo molto molto di più. Ma quante volte ce ne ricordiamo? Possiamo sbagliare, ma non per questo siamo sbagliati. È questa la grande distinzione tra autostima e autoefficacia, due concetti su cui si fa ancora molta confusione. L’autostima è un diritto di nascita che abbiamo per il solo fatto che siamo creature dell’Universo e anime in cammino (e quando si è in cammino, cadere è inevitabile). Non dipende da quello che facciamo, né dal riconoscimento che deriva dagli altri. (…) si tratta di celebrare ed onorare chi siamo in quanto esseri umani, indipendentemente dai riscontri di ciò che facciamo (carriera, età, aspetto fisico, soldi). Per farlo non dobbiamo attendere alcun permesso. Non dobbiamo aspettare di raggiungere nessun obiettivo. Possiamo semplicemente decidere di sentirci così. Ora, in questo preciso momento. Ricordate a voi stessi più spesso che potete: «Non ho nulla da provare e tutto da sperimentare, io valgo in quanto essere umano, semplicemente perché esisto».
L’autoefficacia, invece, è direttamente correlata a quello che facciamo, alla fiducia che abbiamo in noi stessi e si sviluppa gradualmente. Possiamo avere un forte senso di autoefficacia in un ambito e non in un altro. Sviluppare fiducia nelle nostre capacità ci aiuta a pensare che nella vita riusciremo comunque a cavarcela egregiamente ed è importante perché non ci permette solo di accettare meglio il nostro destino, qualunque esso sia, ma ci mette in grado di crearlo al meglio.
 
4. Ricordati della tua zona di potere
 Indipendentemente dalla situazione esterna, siamo sempre noi a scegliere cosa pensare, come sentirci, come parlare e come agire. È questa la nostra zona di potere. Nessuno può obbligarci a pensare in un certo modo. Nessuno ha la proprietà delle nostre parole. Nessuno ci può far sentire inferiori o tristi o arrabbiati, se noi non lo permettiamo. Nessuno e niente ci può rovinare la vita, se non siamo noi a cedergli questo diritto.
Il più delle volte, non abbiamo il controllo sugli eventi della vita. Ma abbiamo sempre il potere di scegliere come reagire ad essi. Possiamo atteggiarci a vittime e condannarci ad una esistenza infelice o possiamo considerare tutto come una lezione da apprendere e un messaggio che la vita ci sta mandando in quel momento. La scelta sta a noi!
 
5. Lasciati supportare
A volte, quello di cui abbiamo bisogno è di realizzare che non siamo soli e che tante altre persone hanno avuto esperienze simili alle nostre e ne sono uscite brillantemente! Non lasciarti bloccare dall’orgoglio o dalla timidezza, chiedi aiuto alle persone intorno a te.”

mercoledì 14 gennaio 2015

...siamo qui


Siamo qui
perché non c’è nessun altro luogo ove nasconderci da noi stessi.
Fuggiremo
finché non avremo il coraggio
di vedere noi stessi
riflessi negli occhi e nel cuore dell’altro.
Siamo qui
per riconoscerci per quello che siamo
non come i giganti dei nostri sogni
non come i nani delle nostre paure
ma come esseri umani parte di un tutto
ognuno con il suo contributo da offrire.

-Anonimo-

martedì 13 gennaio 2015

...ci sono giorni

Ci sono giorni in cui fuori è troppo freddo e dentro troppo caldo… e non ci sono riscaldamenti da regolare.
Ci sono giorni in cui accendi e la tua radio ha deciso di modificare l’intero palinsesto e ha tolto la tua trasmissione preferita.
Ci sono giorni in cui in contemporanea anche il tuo grande magazzino preferito ha deciso di cambiare ogni settore e tu non trovi più nulla, e l’unica monetina che puoi inserire nel nuovo carrello è quella che ti manca.
Ci sono giorni in cui per la prima volta ti metti inavvertitamente davanti a una che era già in coda alla cassa… tu non la vedi, e lei te lo fa notare polemizzando oltre misura. Vaffanculo… m’è partito, è stato più forte di me.
Ci sono giorni in cui la tua omonimia crea un grande qui pro quo al tuo garagista… e tuo malgrado vieni risucchiata in un vortice che ti porta a credere che quasi quasi devi andare a denunciare il ladro, il furto e tutti quelli che rompono i torroni per il solo fatto che esistono e questo a prescindere da che facciano o no qualcosa: colpevoli comunque.
Ci sono giorni in cui stai per postare sul blog e il tuo pc ti avverte che deve riavviarsi proprio in quell’istante… e parte tutto.
Ci sono giorni in cui forse solo una tazza di tè può riportare quel piacevole tepore zen che riaccende il sole dentro… let’s have a tea…

venerdì 9 gennaio 2015

...i colori del nuovo anno

Mi riesce difficile postare in modo regolare. Sono fuori casa spesso, felicemente immersa in corsi di sciamanesimo (mitologia, rune ecc. del nord Europa), workshop e molto altro. Mi hanno chiesto di organizzare alcune lezioni a tema, e in contemporanea ho iniziato a guardarmi attorno per cercare un locale ad hoc per il mio studio di terapia. Tanti progetti interessanti, impegnativi, che prendono tempo… e le giornate sfumano presto nei molti soffici colori del crepuscolo. Quando riesco, mantengo il mio ritmo di due-tre nuotate a settimana. Nei momenti di stanchezza, il mio divano è lì pronto ad accogliermi più morbido che mai… e allora leggo molto e trovo quiete fra le note di qualche concerto per orchestra e pianoforte o violino.
Poi c’è qualche aperitivo fuori programma. Ieri sera al mexicano ci siamo arrampicate sugli scranni così alti che ti chiedi se quelli della prevenzione infortuni approverebbero mai questo arredamento vertiginoso. C’è stato un attimo in cui ho pensato di rovinare a terra, e manco un appiglio se non il riflesso pronto di Ari che mi salva in corner. Brindiamo con il rosso dei margaritas e ci raccontiamo…