venerdì 15 agosto 2014

...agosto non ti conosco

Quindici i giorni e i gradi esterni alle sette di mattina. Mentre faccio colazione con toast e miele, corn flakes, succo d'arancia e caffè, si squarcia il cielo e... inaspettatamente, chi arriva? Il sole.
Penso di cogliere l'attimo e mettermi il sacco in spalla. Arranco sulla ripida che porta alla stazione, salto sul treno e dopo quindici minuti sono al punto di partenza della seggiovia che mi lascerà ai 1500. Luogo dove ha inizio un sentiero... facile? ripido? scosceso? E chi lo sa, lasciamoci sorprendere.
Equipaggiata per ogni tipo di intemperie, mi avvio con passo sicuro e l'entusiasmo di un canguro libero di scorrazzare nel proprio ambiente... la natura.

Dopo quattro ore arrivo a fine sentiero. Esausta e stanca come non lo sono mai stata. Tracciato più impegnativo del previsto, le difficoltà sul finire del sentiero...praticamente quando vorresti rilassarti e lasciarti scorrere, ti tocca invece aggrapparti e puntellarti per non rotolare a valle.
E non finiva più, un interminabile percorso che non vedeva fine.
Avrei baciato terra quando ho capito di essere arrivata... non fosse che ho incontrato l'assistente del tosaerba e ci siamo persi in divertenti discorsi e blablablabla e ho scoperto di avere ancora, se non la forza di camminare, almeno la forza di ridere!!!

Buon ferragosto.


Alcuni scatti distratti:



 





...a metà sentiero

Inviato da iPhone

giovedì 14 agosto 2014

...onde

“Le emozioni più negative non hanno nulla a che vedere con il presente. Di solito noi mettiamo da parte tutti quei sentimenti che non abbiamo il coraggio di provare fino in fondo e poi creiamo nella nostra vita attuale delle esperienze che ci danno l’opportunità di liberare le emozioni passate. Se in questo preciso momento dovessimo guardare un po’ più in profondità dentro ad ogni circostanza che nella nostra vita ci ha provocato qualche reazione, scopriremmo che gran parte della sofferenza che stiamo vivendo non ha nulla a che vedere con la situazione attuale. La sofferenza nella situazione attuale è soltanto una piccola percentuale necessaria a provocare quei sentimenti che per lungo tempo ci siamo portati appresso. Si tratta di sentimenti dai quali abbiamo bisogno di allontanarci per riuscire ad aprirci alla vita e per essere in grado di ricevere da essa. Se vengono costantemente repressi, questi sentimenti si guastano al nostro interno e diventano come veleno, influendo sulla nostra salute e sulla nostra disponibilità a gioire e godere delle nostre relazioni.”
-C. Spezzano-

Lasciarsi investire dalle emozioni come fossero onde… tutto passa più in fretta, e non ci facciamo del male. Sì, funziona così. Mai reprimere, mai contrastare.

martedì 12 agosto 2014

...every day a holy day

Lui è ingrassato di cinque chili.
Fiorellino è un po’ appassita.
L’altro cammina piegato a 90 gradi per colpa del mal di schiena.
Questi sono i primi tre reduci dalla vacanze… vedremo il resto della ciurma lunedì prossimo.

Mentre Daffo, che da inizio anno ha fatto solo due mezze giornate di libero, ed è rimasta di picchetto in solitaria per diverse settimane, è in stra-fighissima forma, sprizza salute e c’ha molto fascino… oggi poi mi sentivo uno splendore… e Fiorellino ci sta provando?!?! Meglio che mi dia un contegno, o qui succede quello che non deve succedere.
 
Comunque sia, questo significa che il mio stile di vita sta dando i suoi bei frutti: fare un passo indietro, rallentare i ritmi, lavorare poco e bene, dare qualità al tempo, svagarsi il giusto, dedicarsi alle proprie passioni.
Il risultato è che mi sembra di essere sempre in vacanza, e mi porto quello spirito spensierato con me in ogni dove. Posso fare ancora meglio… e il tempo per sviluppare altre cose interessanti c’è.

…quanto mi piace questa canzone:

lunedì 11 agosto 2014

...come una calamita

 
“Imparare a dare quello che vogliamo ricevere è la vera legge dell’attrazione. Quando sapete dare la cosa che volete di più, è come se la calamita dentro di voi invertisse la polarità, e voi siete pronti e ricevere.
Se volete amore incondizionato, prima dovete imparare a dare amore incondizionato. Se volete il partner perfetto, dovete diventare voi il partner perfetto che cercate. Se volete un’amicizia sincera, dovete imparare voi a essere veri amici. Dare e ricevere non sono affatto due cose diverse, ma essenzialmente sono la stessa cosa due aspetti del flusso dell’energia dell’universo.
Poiché noi e l’universo interagiamo continuamente, arrestare questo flusso produce gli stessi effetti di sbarrare un fiume con una diga: blocca la nostra vitalità e la nostra energia, e la nostra interazione con l’universo si prosciuga.
Tutto è scambio, niente cade dal cielo. Può sembrare così solo se non avete ancora afferrato il potere dei vostri stessi processi inconsci. Nella vita riceviamo esattamente ciò che diamo, e non riceviamo ciò che non diamo. L’universo non fa accordi unilaterali, si accorge infallibilmente se volete ricevere più di quello che siete disposti a dare.”
 
-tratto da "The deeper secret"-
 

domenica 10 agosto 2014

...domenica d'agosto

Mi avvio a teatro. Mentre passo accanto al parco una folata di vento mi porta il suono di una tromba, due trombe. Così, come un segugio segue la traccia della selvaggina, Daffo rincorre quelle note fra cespugli e licheni.
Sconcerto.
“Ma lo fate qui il concerto!?”
“Sì.”
Tanto per mettere il dialogo nel giusto contesto… dire che la notte scorsa c’è stato un temporale è usare un eufemismo. In realtà c’è stato un nubifragio che ha trasformato il ridente parco in un parco acquatico.
Mancano 26 minuti (me lo dice iphone e se lo dice iphone… sia lodato iphone) e il luogo sembra un rifugio di terremotati. I musicisti si guardano attorno attoniti, chiedendosi anche loro quello che si è chiesta Daffo un istante prima.
Arriva un furgoncino pieno di sedie.
Volgiamo lo sguardo al furgoncino.
Riportiamo lo sguardo al luogo… palcoscenico di una recente battaglia fra elementi naturali.
Il buon direttore d’orchestra prende in mano la situazione e inizia a scaricare il mezzo. Alcuni elementi del pubblico che stanno arrivando, spaesati come api che non trovano un fiore, aiutano anche loro a sistemare i posti a sedere. Poi, visto che si fa tardi, l’ordine del giorno diventa… “prendi la sedia e mettiti dove vuoi.” E la cosa funziona spedita.
Ci raggruppiamo a ferro di cavallo davanti all’orchestra, come in un grande abbraccio. Iphone sentenzia che l’ora di inizio è arrivata… 11.03.
“Ma dov’è la fanciulla?” sento dire da qualcuno (e si riferisce alla violinista, solista).
Sorrido dentro… starà pensando se cambiare le ballerine con un bel paio di stivali di gomma, e già che c’è toglierà il vestito lungo e si metterà la tuta mimetica o lo scafandro.
Ma poi ecco… scorgiamo un puntino farsi strada fra il verde… è lei, finalmente.
Quando la classe non è acqua, verrebbe da dire, per usare un sostantivo di cui è pieno il parco.
Vestito lungo color corallo (in sintonia con i fondali marini insomma, restiamo in tema), scarpette di raso di colore indefinito in quanto molto inzaccherate… ahimè, niente tappeto rosso a cui sicuramente è oramai abituata, ma una più rozza passatoia fangosa. Quel che passa il convento insomma. Ma lei si adatta… si sforza di far sembrare questo luogo un teatro di stelle e di trovare il suo posto nel firmamento: “Dove mi metto?” esordisce la solista.
Nessuno le risponde. Anche perché non c’è risposta… come abbiamo fatto noi, mettiti dove ti pare, non hai scelta. Con una smorfia che non capisci bene se sia di imbarazzo o altro, si mette alle spalle del direttore d’orchestra (di bianco vestito, e fa quasi tenerezza) dove sono rimasti quei pochi centimetri quadrati di ghiaietto che le permetteranno di muovere braccia e archetto senza infilzare nessuno.
Cala il silenzio, s’alza il vento che scuote malamente le ultime foglie dagli ultimi alberi rimasti in piedi, s’alza la bacchetta e ha inizio il m-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-o concerto domenicale. Un incanto.
 
Ne ho carpito un brano, che non ha bisogno di presentazioni. Aguzzate le orecchie. Sentirete un “mamma” di una bimba. Non è voluto, è avvenuto per caso, ma mai richiamo è stato così in tema… ricordate il film? quel cappottino rosso, la mano della bambina stretta in quella del genitore…
Registrazione un po’ spartana, e me ne scuso.
 

venerdì 8 agosto 2014

...il canon (della felicità)


Corro scalza sulla battigia, spruzzi d’acqua, schiuma bianca, aria di mare, l’azzurro che si confonde con l’orizzonte che esplode nelle tante sfumature rosa arancio del tramonto… poi il frastuono di un’onda mi riporta su un cumulo di sabbia… che è il mio divano. In un momento di distrazione, devo essermi appisolata, poi il Canone di Pachelbel modificato con onde marine mi ha trasportato altrove… mi stiracchio, sbadiglio.
 
C’è l’atmosfera pesante del prima di un temporale, quell’aria che fa quasi venire il mal di testa. Non fa caldo ma non si muove un filo d’aria. Un click e le pale del ventilatore girano che è un piacere, così come le pagine del giallo che è caduto sul pavimento.
Preparo la pasta della pizza così mi lievita bene d’ora di cena.
È di nuovo venerdì, e per non perdere le buone abitudini, al calar della notte, con una candela accesa, scriverò la lista delle cose belle della settimana. Mai dare nulla per scontato, tutto passa attraverso le cose a cui diamo importanza. Bisogna focalizzarsi sulle cose che ci danno piacere, che amiamo, che nella loro normalità potremmo farle scadere nel banale ma appunto per questa ragione, a pensarci su un po’… senza di loro, la nostra esistenza sarebbe un po’ meno comoda e un po’ più difficile.
Poi comunque nulla deve diventare per troppo tempo un’abitudine. Impariamo a vivere consapevolmente, alleniamoci alla felicità che sta in ogni petalo di fiore, in ogni pigolio, in ogni sguardo che incontriamo.
 
Allenarsi alla felicità, qui di seguito alcuni spunti tratti da un articolo di Lucia Giovannini. Enjoy it.
 
 “Le grandi trasformazioni in genere avvengono grazie all’accumularsi di tanti piccoli passi e piccoli risultati. Tutto parte dalle abitudini che governano la nostra vita. Noi non decidiamo il nostro futuro, sono le nostre abitudini a farlo. Quali sono le vostre abitudini? Quali sono le vostre routine? Avete una pratica quotidiana che alleni la felicità? (…)
 
1. Smettere di aspettare
Non c’è momento migliore di adesso per essere felici. Il tempo non aspetta nessuno. Gustate ogni istante della vostra vita, date valore alle persone a voi care e al tempo che trascorrete con loro. Non c’è un mezzo per essere felici, la felicità è il mezzo.
 
2. A contatto con la natura
Il corpo è il tempio della nostra anima. Prenderci cura del nostro corpo, ci fa sentire bene, abbiamo più energia e più lucidità mentale. Correre o camminare in mezzo alla natura ci ricarica…provare per credere!
 
3. Siamo quello che mangiamo
L’alimentazione è il carburante per il nostro corpo e ciò che fa la differenza nel nostro viaggio chiamato vita. Quando immettiamo cibo vivo, ci stiamo nutrendo di energia vitale. (…) mangiare frutta e verdura cruda (e possibilmente di provenienza locale, biologica e di stagione) ci aiuta a riconnetterci con madre terra e con i suoi ritmi. Ricreare la connessione con la natura ci aiuta a ritrovare equilibrio e serenità, e questo crea la base per realizzare la vita che desideriamo. L’estate è il momento giusto per prediligere alimenti ricchi di vita e colore!
 
4. Essere grati vuol dire essere felici
La gratitudine è uno degli ingredienti fondamentali nella ricetta della felicità. Quanto spesso colmiamo il nostro cuore di gratitudine per ciò che abbiamo e per il fatto di essere vivi? Un esercizio per allenare la gratitudine è scrivere ogni sera cinque cose che sono successe durante la giornata e per cui siamo grati. Anche manifestare gratitudine nei confronti di chi ci aiuta è importante, non dimentichiamocelo!
 
5. Meglio essere felici che avere ragione
A volte ci scontriamo con le altre persone, ma quanto tempo ed energie sprechiamo per litigare su chi ha ragione? Preferiamo avere ragione o essere felici? Abbiamo per forza bisogno di dimostrare alle persone che hanno torto invece che permettere loro di essere diverse da noi? Anziché lottare per la ragione, non è meglio ricordarci che abbiamo entrambi ragione e focalizzarci su come trovare una soluzione che tenga conto di entrambe le mappe mentali, ovvero del nostro modo di vedere la realtà?
 
6. Prendersi la propria respons-abilità
Non possiamo controllare le azioni degli altri, ma abbiamo il controllo sulla nostra zona di potere. (…) essere responsabili significa riappropriarsi dell’abilità di rispondere agli eventi e usare la nostra abilità di cambiamento. Siamo completamente responsabili della nostra zona di potere, ovvero di ciò che pensiamo, delle nostre emozioni, di come parliamo e agiamo. Siamo altresì responsabili dei nostri comportamenti, delle parole e delle azioni nei confronti degli altri. Ma non siamo responsabili di ciò che un altro pensa, fa o dice. Questo rientra nella zona di potere dell’altra persona. Quindi non possiamo cambiarlo. Possiamo solo cambiare come ci sentiamo a riguardo. Possiamo accettare gli eventi esterni e usare la nostra abilità per rispondere, cioè la nostra respons-abilità. Comprendere questo meccanismo ci aiuta anche a creare rapporti più sani, aperti, onesti ed efficaci.
 
7. L’amore è tutto
L’amore e il nutrimento emotivo sono molto importanti per noi. Possiamo stare benissimo senza relazioni sentimentali, ma non possiamo vivere senza amore. Amore per noi stessi, per gli altri, per gli animali, la natura, il mondo intero. È solo quando accompagniamo le nostre azioni con l’amore che siamo veramente felici.”

giovedì 7 agosto 2014

mercoledì 6 agosto 2014

...la passera solitaria (e non sono io)

Non mi dispiace lavorare ad agosto. Non è un periodo in cui ho mai preso vacanza. Mi sento un po' come un pompiere di picchetto, pronta a ogni urgenza ma anche beatamente rilassata a svolgere compiti di normale routine... in un ufficio deserto. A mezza giornata, non mi annoio. Nei momenti vuoti, mi bevo un caffè e ci intingo un cioccolatino, guardo il lago...

Ma e poi mai mi metterei nuda sulla scrivania a farmi un selfie e postarlo su internet, come ha fatto oggi una segretaria del governo.
"Se non ha nient'altro di meglio da fare, lasciatela a casa" è stato il commento generale.
Che poi io mi chiedo perché, quale è lo scopo che vogliono ottenere queste persone facendo queste idiozie. Vuoi farti conoscere? Che vanto!!! Che vanto vedersi additare come la cretina che s'è fotografata persino il tatuaggio là dove non batte il sole!!!
Eppure ha molti seguaci questa moda di mostrarsi nudi sul web, girare nudi per strada, bearsi a non portare nulla sotto il vestito lungo che si allarga nei punti critici e replicare... "va beh, se s'è visto qualcosa... ce l'ho sotto come tutte le altre... che devo farci?!?"
Eh si, se lo chiedono pure...

Ci fosse qualcuno che abbia a cuore di dimostrare intelligenza, buon gusto e eleganza.


Inviato da iPhone

martedì 5 agosto 2014

...coltivare l'arte

 
Discorrendo, una signora in età mi dice che ci sono troppi eventi culturali in città. Troppi concerti, troppi spettacoli, troppi incontri. Un consumismo sfrenato anche nella cultura, e questo secondo lei appiattisce il tutto, e via dicendo.
 
Al che mi vien quasi voglia di chiederle a chi ha ceduto il suo potere. Perché fino a prova contraria siamo sempre noi a fare una scelta, e non c’è nessun obbligo di partecipazione. Pier direbbe “non te l’ha mica prescritto il medico…” di andare al concerto di violino e ghironda, tanto per fare un esempio.
 
Sul fatto poi che il tanto stroppia, senz’altro. Ma questo sta al singolo individuo. Se esco ogni sera, va da sé che arriverò a un punto tale di saturazione che non riuscirò più ad apprezzare quel che vedo… ma ciò non toglierà nulla al valore artistico dell’opera in cartellone. Dovrei forse pretendere che la città offra poco e metta solo due spettacoli in cartellone, perché io non so scegliere?
 
La mia opinione è che sia invece lodevole l’impegno che i giovani della città mettono nell’organizzazione di questo festival che dura ben un mese. Ci infilano dentro davvero di tutto: burattini, rassegne di cinema per ragazzi e noir, teatro, saltimbanchi, concerti pop jazz classici e folk, corsi di tai chi e di yoga e di zumba, tour guidati della città ecc.
Tante opportunità per far uscire la gente di casa e farla stare assieme, condividendo momenti emozionati, interessanti, divertenti, di dialogo. Momenti per gli adulti così come per le famiglie con bambini.
 
Tanto sì, c’è tanto. C’è imbarazzo di scelta. Ma è bello che sia così, perché fino a prova contraria frequentando la Cultura non si nuoce all’ambiente, non si creano sprechi, e non si resta in uno stato di passività. La Cultura non è un bene di consumo come gli affettati al supermercato. La Cultura è cibo per l’anima e non potrà mai andare a braccetto con il consumismo.
 

domenica 3 agosto 2014

…primavera-estate-autunno-inverno

Sabato sera.
 
Gli scranni di legno sono scomodi: la seduta è stretta, lo schienale è troppo alto. Ci si siede come si può, avendo l’accortezza di puntellarsi ben bene con i piedi… che ogni tanto fanno leva a terra, ogni tanto li si appoggia al sedile davanti, poi si incrociano le gambe e ci si mette di sbieco. Quando proprio non ce la si fa più, ci si piega in avanti e si appoggiano i gomiti alle ginocchia. Alternativa, inclinarsi indietro guardando il soffitto (ben decorato) e allungando la schiena e gli arti inferiori quanto più possibile, e tenere la posizione con le mani arpionate alla panca. Certo che due ore così… manco a lezione di yoga è così faticoso… ma tant’è, se vuoi seguire il concerto in programma ti tocca.
 
Sono i Barocchisti. Gruppo di musica antica eseguita con strumenti antichi. La cornice quella ideale: una chiesa barocca con un’acustica impareggiabile. Unico neo, come detto… gli scranni… accidenti...
Non ci sono in programma i concerti Brandeburghesi, ho controllato bene. Non voglio farmi del male. Si suonerà Vivaldi. Vai con Vivaldi allora… le quattro stagioni…. primaveraestateautunnoinverno ma, inaspettatamente, fuori programma annunciato sul momento: concerto per flauto sempre di Vivaldi… “per caso il maestro tal dei tali passava di qua e visto che c’abbiamo fatto assieme un cd… si dai, suonaci qualcosa anche tu… “.È più o meno questo che accade.
 
E così… più o meno inizia la serata. Tre tempi flautati, grande applauso e poi finalmente si lascia spazio all’altro solita che non vede l'ora di esibirsi da protagonista: il violinista... un bel fiöö (figliolo). Più conosciuto come “Il Duilio”. "Ma come suona bene il Duilio…" e solitamente è una donna che lo dice (sotto intendendo molto molto altro ancora). Ma non trascendiamo… piuttosto eleviamoci con queste note delle 4Stagioni… che in fin dei conti è stata una gran bella serata:

sabato 2 agosto 2014

...quello che sei

 
Siamo agli sgoccioli. Il festival estivo in città sta per concludersi. Non resteranno che brevi parentesi qua e là, a ricordare che l’estate esiste (anche se finora non ce ne siamo accordi dal tanto che piove piove piove). Ieri sera fra le tante proposte, un delizioso recital pianistico.
Edna Stern. Molto simpatica, affabile e generosa. Perché lei non ama solo suonare ma anche spiegare quello che esegue. Ha scelto Beethoven e fin qui tutto normale. Ha aggiunto due brani notevoli di due autori semi-sconosciuti e composti nel campo di concentramento di Theresinstadt. Che ci fossero musicisti nei lager nazisti era risaputo. Che trovassero la forza di scrivere musica di grande spessore è qualcosa che ha dell’incredibile. “Nel fare il programma di questa sera, ho messo questi brani inediti assieme agli altri  grandi classici, brani che voi conoscete sicuramente, perché voglio farvi capire che non manca loro nulla per essere dei capolavori. Purtroppo quelli che li hanno scritti, sono morti nel modo in cui sappiamo.”
 
E a sentire queste parole mi è venuto in mente quel “potranno toglierti tutto quello che hai ma non quello che sei”. Daffo ne ha già scritto, ma ho scoperto che anche Lucia Giovannini ha stilato un piccolo vademecum al riguardo:
 
1. Ciò che pensi di te stesso.
Occorre molto tempo per imparare a NON giudicarti attraverso gli occhi degli altri, ma una volta che ce l’hai fatta, il mondo è tutto tuo. Siamo tutti stati mandati su questa terra per scoprire quale sia la nostra vera vita e non saremo mai felici o di successo se continuiamo a viverla seguendo l’idea di qualcun altro. Per cui smettila di preoccuparti così tanto di ciò che gli altri pensano di te. Quello che gli altri pensano non è così importante. Ciò che importa davvero è quello che pensi di te stesso/a.
 
2. La tua unicità.
Tu sei irripetibile. Ciò che c’è di magico in te è solo tuo. Avere una bassa stima di te stesso non equivale ad essere umili – è essere autodistruttivi. Tenere la tua unicità in alta considerazione non è egoismo, ma una condizione necessaria per la felicità e il successo. Meriti di avere un sorriso nel cuore. E non per ciò che hai o che fai, ma per ciò che sei. Sì, ogni giorno cambi un po’, ma sei sempre una meraviglia così come sei.
 
3. Il tuo intuito.
Se pensi conformandoti ai pensieri di tutti gli altri, non stai veramente pensando. Segui il tuo intuito. Fai ciò che per te ha senso fare. Senza paragonare il tuo percorso a quello di qualcun altro. Tutti hanno i loro problemi e le loro sfide e un proprio cammino, che hanno scelto per arrivare dove si trovano. Ricorda: non aspettare che le circostanze esterne siano perfettamente allineate per cominciare a vivere la vita che desideri. Ciò che stai cercando è già da qualche parte dentro di te.
 
4. La tua passione.
Se c’è mai stato un momento per seguire le tue passioni e fare ciò che desideri, quel momento è adesso. Trova ciò che ti appassiona, qualsiasi cosa essa sia. Diventa lei, lascia che lei diventi te, e cose grandiose accadranno a te, per te e grazie a te. E anche se le cose non andranno come pianificato, stai sempre andando nella giusta direzione. Perché niente di ciò per cui nutri passione è mai una perdita di tempo, in qualsiasi modo vada a finire.
 
5. La tua determinazione.
Quando la vita ti da qualcosa di cui avere paura, allora la vita ti sta dando l’occasione di diventare più forte ed avere coraggio. Niente è per sempre in questo pazzo mondo, nemmeno i tuoi errori, i fallimenti o i problemi. Se tieni gli occhi aperti e continui ad andare avanti, alla fine troverai ciò di cui hai bisogno.
 
6. Il tuo atteggiamento.
(…) una cosa che nessuno potrà mai portarti via è il modo in cui decidi di reagire a ciò che gli altri ti dicono o fanno. L’ultima delle libertà è proprio quella di scegliere come reagire in ogni tipo di circostanza. Scegli di essere felice e ottimista. Non è sempre facile trovare la felicità in se stessi, ma è di certo impossibile trovarla altrove. Riguardo alla situazione in cui ci si trova, il nostro atteggiamento è la nostra scelta. Quindi sorridi mentre ti allontani dalle persone negative e dalle loro azioni.
 
7. La tua capacità di trasmettere amore e gentilezza.
L’unità di misura della tua vita non è ciò che accumuli ma ciò che dai. L’energia che diamo ci torna con gli interessi, per cui dai liberamente e scegli molto bene che energia condividere. Essere benevoli può essere espresso con un sorriso, prestando ascolto o offrendo un aiuto. Ci sono tanti atti di gentilezza che non costano nulla. Ricorda che l’obiettivo di tutti gli obiettivi è essere felice. Se vuoi essere felice, fai felici le persone attorno a te.
 
8. La tua speranza.
Non è il carico che ti spezza, ma come lo porti. I più grandi ostacoli tra le persone e ciò che desiderano ottenere nella loro vita, sono la volontà di provare e la fiducia di farcela. La speranza è quella vocina dentro di te che sussurra “può darsi” quando il mondo intero ti grida “impossibile!”.
 
9. La tua conoscenza e le tue esperienze di vita.
Il carattere e la saggezza sono scolpiti dal tempo. Vengono con le perdite, le lezioni di vita e i trionfi. Arrivano dopo i dubbi, le previsioni e le incognite. Se ci fosse una sola strada verso il successo, la percorrerebbero tutti. I semi del tuo successo sono piantati nei tuoi fallimenti passati. Le tue storie migliori verranno dall’aver superato le tue battaglie più grandi. I tuoi elogi nasceranno dai tuoi dolori. Quindi continua a stare in piedi, continua a imparare, continua a vivere.
 
10. La tua resilienza.
I giapponesi hanno un detto: “Nana Korobi, Ya Oki” che significa “Cadi 7 volte, rialzati 8”. Non importa quante volte ti lasci buttare a terra dagli eventi più intensi della vita, l’importante è la tua straordinaria capacità di ritrovare le forze ed alzarti ancora una volta. Le persone di successo non sono quelle che non cadono mai, sono quelle che si rialzano sempre.
 
11. La tua scelta di voltare pagina.
Non lasciare che le storie del passato o vecchi sbagli rovinino la tua fortuna. Non lasciare che qualcuno o qualcosa che non è andato nella tua vita continui a farti soffrire. Se lo stai facendo, stai lasciando una parte della tua vita a qualcosa che non esiste più…è come lasciare scivolare la tua felicità in un buco nero. Impara la lezione, lascia andare il dolore e vai avanti. (…) le cicatrici ci ricordano dove siamo stati, non dove stiamo andando.”