martedì 16 settembre 2014

...quando non puoi dare i numeri

Mi firma gli ultimi contratti, e poi vedo che tentenna.
Si alza, si avvicina alla scrivania, si sfrega il viso con le mani. Vedo che è imbarazzato e non sa come chiedermelo… chissà poi che avrà da chiedermi…
“Daffo, I need your advice.” Il mio capo parla inglese, per semplicità continuerò in italiano. “Si tratta di una chiave… non so cosa fare… siediti… ti prego, hai due minuti per me? Ti faccio un disegno.”
Incuriosita, attendo che si sciolga in un discorso meno sconnesso… chiavi… disegno… che sarà?
“Ti ricordi di A?”
(Per chi non sa... A, è la mia ex, pazzoide stalker e molto altro ancora… come potrei dimenticarla…)
“Si” Rispondo, senza aggiungere commenti.
E mi parte in quarta raccontandomi che lui le aveva lasciato le chiavi di casa… sì perché era stata per lungo tempo la sua assistente personale ecc. Poi, qualche mese fa, lui le ha chiesto di riaverle. Lei, dapprima ha risposto di non sapere di cosa parlasse, ma in seguito messa alle strette ha ammesso di averle ancora… e te le mando per raccomandata? Si grazie… questi più o meno gli accordi.
Lei, stronza, gliele spedisce quando sa benissimo che lui non può ritirarle.
La posta le ritorna al mittente, e lei non le ritira.
Ergo… non si trovano più le chiavi di casa… e Daffo non è che puoi aiutarmi?!?
Escluso che la contatti direttamente. Ci penso un attimo e chiamo la help-line della Posta e riassumo brevemente il viaggio di andata a ritorno della chiave… “potete aiutarmi?”
“Ha il numero dell’invio? Ci serve il numero o non possiamo fare nulla.”
“Non ho il numero, perché il mittente è persona poco collaborativa, e il destinatario ha cestinato la ricevuta.”
“Allora, mi spiace, ma non possiamo fare nulla.”
“Aspetti… le rispiego la situazione blablablabla…”
Intrigata e con fare complice, in via eccezionale decide di fare un tentativo con una ricerca nell’ufficio postale a un tiro di schioppo da A (schioppo probabilmente già carico e puntato).
Non passano cinque minuti e mi richiama: “A. è passata ieri alle ore 14.05 a far fare una ricerca. Ora tengo la cosa sotto controllo… si si… discretamente… poi la richiamo appena ci sono novità.”
“Grazie mille!! Lei è un tesoro!!"
“Si figuri, piacere mio.”
 
Ah, le poste di mamma Elvezia…

lunedì 15 settembre 2014

…quando serve dare i numeri

Ci sono certe notizie che strappano un sorriso.
Ci sono tante cose che diamo per scontate, al punto che pensiamo che siano sempre esistite.
Poi qualcuno ti dice che… cinquant’anni fa come oggi hanno inventato i numeri di avviamento postale. Metodo che ha semplificato di molto lo smistamento della corrispondenza.
 
E prima? Beh, prima il postino doveva conoscere molto bene la geografia per saper indirizzare ogni lettera nel giusto Cantone, senza aiuti numerici ma basandosi sulle sue conoscenze acquisite in molte ore di studio passate su libri che elencavano tutte le località di mamma Elvezia.
Solo 50 anni fa… ora sembra una cosa logica, quasi banale, quel numero che da noi ha quattro cifre, ma chissà quanto tempo hanno impiegato a concepire il tutto e presentarlo come una piccola grande rivoluzione.
I pochi contrari alla sua introduzione, avevano paura che con il tempo le persone avrebbero iniziato a sostituire i nomi delle città con i numeri. Ossia, ieri sono stata a ottomila... al posto di Zurigo, e via dicendo. Alla luce di tante storpiature e brutture avvenute in seguito nella lingua italiana, quasi quasi posso capire questo loro timore. Ma per fortuna, almeno in questo campo, il buon senso ha prevalso.
 
 

domenica 14 settembre 2014

...essere nel mondo

“Essere nel mondo significa avere il coraggio di uscire dal proprio guscio, porre la testa fuori e affrontare quel che c’è, senza lamentarsi, senza protestare, magari trovandosi poi anche a sorridere delle proprie paure, che spesso restano un retaggio sbiadito nella propria mente.

 
Essere nel mondo significa esporsi, manifestarsi per quel che si è, con una determinata conformazione fisica, un retaggio socioculturale, una posizione professionale, dei vissuti emotivi, intellettivi, spirituali. Sapendo e sentendo che essi rappresentano solo un flebile barlume di una natura profonda ben più sostanziale e sconfinata.
 
Essere nel mondo significa sentirsi parte di un tutto, sviluppare una responsabilità tale per cui anche il proprio gettare una lampadina esaurita in un sacco della spazzatura non appropriata può fare la differenza. Ma senza sfociare nell’estremo opposto di sentirsi a tutti i costi di fondamentale importanza su questa terra. Contrariamente a quanto una vecchia pubblicità affermava: "Il mondo (non) gira intorno a te".
 
Essere nel mondo significa sporcarsi le mani, macchiarsi la veste e le scarpe, sapendo che c’è un momento per insudiciarsi ed uno per lavarsi e custodirsi, e che entrambi sono indispensabili per l’altalena della vita.
 
Essere nel mondo implica il rischio di cadere vittime dei propri film mentali, o, al contrario, di vederli sistematicamente disconfermati e smentiti. Costruiti con un lavorio incessante di minuti, ore, giorni, anni, e svaniti in un istante, lasciando solo una piccola macchia, come accade quando s’infrange una bolla di sapone.
 
Essere nel mondo significa essere incarnati, sentire di avere dei bisogni materiali e agire per soddisfarli, senza pudori, ritegni, sensi di colpa, né ascetismi posticci. Semplicemente si tratta di avvalersi di quel che c’è, cose, persone, situazioni, ringraziare, e lasciare andare, al di là di qualsivoglia attaccamento.
 
Essere nel mondo comporta l’esporsi, di sé, del proprio credo, del proprio fare, anche a rischio di non trovare corrispondenze esterne o quel che la mente etichetta come condivisione, accettazione, accoglienza.
 
Essere nel mondo significa, semplicemente lasciarsi fiorire nella propria natura più profonda e autentica, lasciando che le cose seguano il proprio corso, abbassando le difese, le resistenze, restando disponibili a una accettazione incondizionata di qual che c’è, dentro e fuori se stessi.
 
Essere nel mondo è fare del proprio meglio, che non è un attivismo, frutto di una spasmodica ansia interiore dettata dalla paura, ma un mettere completamente a disposizione se stessi, le proprie risorse, compresi i propri limiti.
 
Un fiore non si pone il problema di fiorire: fiorisce e basta. E questo è sufficiente. Il sole non si sente in dubbio di sorgere, scaldare, tramontare. Lo fa’ e basta. Dovremmo aprirci ad una maggiore disponibilità ad apprendere le lezioni che la natura ci offre. Nella semplicità troviamo tutte le risposte ..”
 
-Articolo scritto da Anna Fata-

giovedì 11 settembre 2014

...happy housewife

“Eh, ma tu che fai intanto che aspetti che la lavatrice finisca?”
 
Ecco, oggi ho usato i mirtilli raccolti sui monti per decorare la panna cotta home made by Daffo. Poi ho preparato quattro vaschette di lasagne da congelare, pronte all’uso per quelle sere in cui sono pigra e non mi va di cucinare chissà che. A coté sono riuscita pure a preparare una minestra di zucca, cremosa al punto giusto. Ho pulito casa, stirato… e dulcis in fundo sono anche uscita per comperare… ah si, solo il grana grattugiato. Sono rientrata con una sporta piena, ma questo è un dettaglio.
 
Decisamente, mi sono attivata dopo alcuni giorni di inquietante sonnolenza.
E ora, un buon vino bianco secco e qualche chips prima di ripiegare gli ultimi panni stesi. Il mio pomeriggio. Se ci fosse un premio per la miglior casalinga, manderei la mia nomination… modestamente. Non fosse perché faccio tutte queste incombenze con molto divertimento. Mi sembra una lunga seduta di meditazione. E alla fine mi ritrovo soddisfatta e contenta.

martedì 9 settembre 2014

...fare le cose con i piedi

 
“Camminare riduce l’immensità del mondo alle dimensioni del corpo. L’uomo è affidato unicamente alla propria resistenza fisica e all’accortezza di individuare il percorso che gli garantirà i migliori progressi…”

È un brevissimo stralcio da “Il mondo a piedi” di David Le Breton. Un libricino di poco più di cento pagine. Secondo me uno dei più bei libri mai scritti, sul camminare. L'ho letto più volte, e ogni tanto lo sfoglio a caso. Un piccolo saggio che vale sicuramente la pena di avere sul comodino.
Il camminare… eh si, una delle tante attività date per scontate dai più.
Così come i nostri piedi.
Quand’è stata l’ultima volta che all’aperto, siete andati a piedi nudi?
L’ultima volta che avete fatto un pediluvio? (quando lo chiedo mi vedo guardare in modo strano)
L’ultima volta che avete massaggiato i piedi?
E che scarpe portate? Comode? O arrancate su tacchi vertiginosi?

Da recenti studi, risulta che nei luoghi dove la gente gira scalza ci sono meno problemi sia di schiena, che di articolazioni, che di piedi. Sembra quasi che più mettiamo barriere (scarpe in questo caso) fra noi e la Natura, più ci si ammali. Un caso? Forse che no, direi.
 
Nel pomeriggio ho partecipato a un interessante convegno sui reumatismi, e in particolar modo le patologie che colpiscono per l’appunto i piedi. Alcune sono dovute alla sfiga, altre all’ereditarietà, altre a infortuni, ma la maggior parte può essere prevenuta prestando maggiore attenzione a queste estremità che ci radicano e ci portano in giro per un’intera vita, e di cui molti si accorgono solo quando fanno male.
Relatori capaci e una scaletta di interventi spigliati hanno permesso di fare una carrellata a 360 gradi sull’argomento. Prevenzione, trattamenti medici, interventi chirurgici, riabilitazione e supporti tecnici. Un passo avanti, scusate il gioco di parole, si è fatto anche nella filosofia medica: trattare solo quando c’è dolore. Infatti non è perché hai i piedi piatti che devi per forza sottoporti a chissà che trattamento. Se non hai dolore, stai come natura ti ha fatto che è meglio. Idem per altri accidenti che stortano un po’ il piede ma fondamentalmente creano solo un piccolo problema estetico.
 
Suggerimento a conclusione del simposio: camminate a piedi nudi su sterrati, prati, spiagge, per casa su tappeti e cuscini. Ne trarrete grande beneficio e i vostri piedi vi ringrazieranno.
 
 

lunedì 8 settembre 2014

...7mbre

 
“La nebbia a gl'irti colli piovigginando sale, e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar; ma per le vie del borgo dal ribollir de' tini va l'aspro odor dei vini l'anime a rallegrar. Gira su' ceppi accesi lo spiedo scoppiettando: sta il cacciator fischiando su l'uscio a rimirar tra le rossastre nubi stormi d'uccelli neri, com'esuli pensieri, nel vespero migrar”

E arriva settembre a riportare ordine alle giornate, a fissare scadenze, a dare il ritmo. Le scuole si sono riempite, le strade affollate, gli uffici… “è ricominciato un nuovo giro di giostra” per citare fiorellino. Per quanto Daffo non abbia smesso un solo giorno durante l’estate la stagione dei monsoni… ma siamo fresche come rose appena sbocciate. Pronta a continuare o ricominciare a seconda della prospettiva.
A breve, inizio l’ultimo corso di studi, sempre ipnosi. E avrò così anche alcuni pomeriggi piacevolmente impegnati.
A breve verrà dato alle stampe il programma dei concerti d’autunno… ho visto qualche anticipazione sul web, ma nulla è paragonabile allo sfogliare il cartaceo… la sera, sdraiata sul divano… tutt’altra cosa… solo a quel momento deciderò a quale serate assistere. Ci sarà ancora tanto Tchaikovsky…
La stagione teatrale… mah, è ancora un mistero. È cambiato il direttore artistico, ci lasceremo sorprendere.
Ho comperato la nuova agenda e ho iniziato a inserire appunti a margine, rassegne, conferenze, avvenimenti interessanti.
Le vacanze? Sì, ci saranno anche quelle… autunnali, come piace a me. In via di definizione il periodo e la destinazione... nord? forse che si.
 
Sto definendo la rotta, pronta ad aggiustarla in caso di intemperie e mare moto, tenendo bene a mente che non è importante arrivare ma godersi il viaggio... e in questi giorni ci sta anche un po' di malinconia... e va bene così...
 
 

domenica 7 settembre 2014

...precisazione

Due righe, prima di proseguire.
Ogni tanto è bene ribadire certe cose, che per quanto ovvie, se non comprese a fondo, a volte possono dare adito a malintesi. Ebbene, questo blog è un semplice, banalissimo, normalissimo diario online. Un luogo dove mi diletto a scrivere di me e di quello che mi gira attorno… compresi i giramenti di pale. Non ho l’arroganza di essere nel giusto, in nulla di quello che scrivo. Scrivo perché mi va di farlo, e il fatto di usare l’anonimato mi permette da sempre di essere più sincera nel raccontarmi. So che mi espongo, ma confido nella comprensione di chi mi legge. E comprendere non significa chiedere di condividere il mio sentire ma, accettarlo in quanto tale. Sì perché… l’emozione che si prova in una situazione… l’emozione non è un’opinione per cui schierarsi contro o a favore… non puoi contestarla. Se io mi incazzo, mi arrogo il diritto di incazzarmi… la rabbia ha diritto di cittadinanza tanto quanto l’amore, e per quanto magari tu che leggi non ti saresti arrabbiato nuovamente come ho fatto io… beh dico: tu sei tu, io sono io. Non mi piace ricevere privatamente commenti inopportuni, a cui il solo rispondere sembra quasi un giustificarsi. Io non mi devo giustificare. Io mi prendo tutto il diritto di vivere e elaborare i fatti della vita come meglio credo. A volte si resta zen, altre volte si resta ingarbugliati in un vortice. So che la email è stata mandata con le migliori intenzioni, però mi ha fatto ulteriormente incazzare. Voglio poter continuare a scrivere in questa finestra virtuale con un sentimento di libertà e piacere, senza essere giudicata o commentata in separata sede. Grazie.
 

martedì 2 settembre 2014

…un ultimo miao silenzioso

Non riesco a dare voce a tanti pensieri.
Forse anche per questo motivo vado per monti ad aggrapparmi ai mirtilli.
Mi sono chiusa in me, anche se è un atteggiamento che pensavo non mi appartenesse più.
Ma di fronte a deliberati atti di cattiveria, prevale il dolore.

Tolgo dalla bucalettere una busta bianca, la apro salendo le scale.
Mi chiudo la porta alle spalle e leggo…

Fattura
Data di agosto
Trattamento di giugno
Eutanasia

Una cannonata, dritta al cuore.
Sarebbe stato bello poter leggere… con passi felpati, in una sera d’estate se ne andò.
Avrei voluto vederla un’ultima volta, abbracciarla, accompagnarla.
Mi ha dato l’addio in sogno. Era lei, lo so. Ora mia spiego quella notte… mi ha saltellato addosso come faceva da piccolina… un batuffolo tutto ronron.

Ho scritto alla happy family un breve sms, tanto perché capiscano che il messaggio è arrivato a destinazione: “Quando morirete leggerò volentieri i vostri nomi sul giornale. Non scomodatevi a telefonare.”

Creature grandi e piccole, tutti dobbiamo morire.
C’è un aldiquà e un aldilà, c’è l'eternità che risolve il dilemma.
Me ne sono fatta una ragione.
Ma sono i modi che fanno incazzare. I modi con cui ti vengono date certe notizie.
Comunque, pensavo… non devo stupirmi... non devo... nessuno ebbe la decenza di informarmi della morte di mia nonna, figuriamoci ora… e il dolore si amplifica…


venerdì 15 agosto 2014

...agosto non ti conosco

Quindici i giorni e i gradi esterni alle sette di mattina. Mentre faccio colazione con toast e miele, corn flakes, succo d'arancia e caffè, si squarcia il cielo e... inaspettatamente, chi arriva? Il sole.
Penso di cogliere l'attimo e mettermi il sacco in spalla. Arranco sulla ripida che porta alla stazione, salto sul treno e dopo quindici minuti sono al punto di partenza della seggiovia che mi lascerà ai 1500. Luogo dove ha inizio un sentiero... facile? ripido? scosceso? E chi lo sa, lasciamoci sorprendere.
Equipaggiata per ogni tipo di intemperie, mi avvio con passo sicuro e l'entusiasmo di un canguro libero di scorrazzare nel proprio ambiente... la natura.

Dopo quattro ore arrivo a fine sentiero. Esausta e stanca come non lo sono mai stata. Tracciato più impegnativo del previsto, le difficoltà sul finire del sentiero...praticamente quando vorresti rilassarti e lasciarti scorrere, ti tocca invece aggrapparti e puntellarti per non rotolare a valle.
E non finiva più, un interminabile percorso che non vedeva fine.
Avrei baciato terra quando ho capito di essere arrivata... non fosse che ho incontrato l'assistente del tosaerba e ci siamo persi in divertenti discorsi e blablablabla e ho scoperto di avere ancora, se non la forza di camminare, almeno la forza di ridere!!!

Buon ferragosto.


Alcuni scatti distratti: