mercoledì 23 luglio 2014

...parlare all'anima

 
Solitamente, aiuto solo coloro che me lo chiedono esplicitamente. Anche perché ho capito che di base le persone vogliono tenersi le loro magagne non fosse per il solo fatto che amano lamentarsi… e vorrai mica togliere loro il divertimento. Sia mai.
 
Poi ogni tanto si presenta l’eccezione alla regola. Coloro che hanno davvero un grosso macigno che li schiaccia. Vedi sofferenza nello sguardo, anche quando sorridono. Non sanno nemmeno più come liberarsene, perché l’abitudine a quel dolore li ha quasi anestetizzati. Si distraggono facendo altro fuorché vivere, hanno costruito muri attorno per non darlo a vedere. Ma Daffo capta, c’ha il radar e vede oltre… vede dentro… e così come James Bond si prende la licenza di uccidere, Daffo si prende la licenza di agire e con fare da gnorri, mano di velluto e precisione chirurgica arriva laddove nessuno osa arrivare. Lo faccio con buone intenzioni, ma so che dovrò fare male. Ma non mi faccio scrupoli.
 
Stamattina Fiorellino mi ha ringraziata, anche se era ancora un po’ scossa, e mi ha chiesto di non affrontare più l’argomento. Le ho fatto notare con dolcezza che è stata lei a raccontarsi… ha fatto tutto da sola, mentre io mi sono limitata ad ascoltare… e dirle solo due parole, due parole di numero non di più. Ok, ho tralasciato di dirle che raccontarsi a Daffo è gioco “pericoloso” perché io non sono come gli altri che si limitano a darti una pacca sulla spalla e via il sette bello… avanti così che domani è un altro giorno…
 
Ieri sera rientrando, mi dice che non è arrivata nemmeno fuori città che ha dovuto accostare con l’auto dal tanto che piangeva. Ha poi pianto tutta notte e ha pensato a quelle due semplici parole… due parole che ero certa racchiudessero tutto l’amore inespresso che sua madre aveva per lei.
 
Fiorellino è convinta di essere stata lei a causare la morte di sua madre.
A questo punto arrivano i suoi sensi di colpa.
Dovevo fare qualcosa.
E qualcosa si è smosso, qualcosa è crollato.
Domani comincio le manovre di ricostruzione.
E verrà fuori qualcosa di molto bello.
Ne sono sicura.
Magari già stasera… quando leggerà quel qualcosa che le ho dato con nonchalance...
 

martedì 22 luglio 2014

...due persone, la stessa persona

Ieri.
Daffo: “Ciao Fiorellino, ora vado. Oggi pomeriggio conoscerai la nuova. Poi domani mi dirai… è simpatica. Abbiamo lavorato assieme per molti anni. Ti piacerà. Ciao ciao.”

Oggi.
Daffo: “Ciao Fiorellino. L’hai conosciuta? Che ti pare?”
Fiorellino si schiarisce la gola e mi guarda con un mezzo sorriso.
Daffo: “Dimmi dimmi…”
Fiorellino: “La nuova… beh, è la nuova compagna/amante di T.”
(T=socio della società che ci ospita nei nuovi uffici, e potrebbe essere il nonno di noi tutti)
Sguardo sbalordito di Daffo.
Fiorellino: “Sai quando hai detto il nome… ho pensato che potesse essere lei, ma tu hai detto che era nuova… poi però… è lei. E sai quando due settimane fa mi avevi detto che doveva iniziare e poi non è arrivata… anche T mancava. E l’abbiamo cercato per mari e monti e poi abbiamo scoperto che erano andati assieme al mare, nei Balcani… lui ovviamente non ci aveva detto nulla, lei nemmeno… però facendo uno più uno… e ieri pomeriggio ne ho avuto la conferma. Ho pensato che non lo sapessi… infatti vedo che non lo sai... ecco.“

Sono senza parole. Lei, la nuova, che fa finta di non sapere niente della società, non sa dove siamo… “Daffo, is it pretty the new office?” e oggi scopro che è compagna e amante del socio e… praticamente c’ha presi tutti per il culo facendo la finta tonta…
Lui non parla una parola di inglese, lei non una di italiano. Ma a che servono le parole quando c'è l'Ammmorre.

Fiorellino: “Daffo a che stai pensando?”
Mi siedo e non so se essere imbarazzata… e io che l’ho presentata come nuova… e poi mi immagino loro due a letto e scoppio in una gran risata…
Fiorellino capisce, arrossisce e “Daffo, mi piaci molto.” e se ne va sorridendo.

Non pensavo che qualcosa riuscisse ancora a stupirmi... e oggi guarda un po' tu cosa vengo a sapere... incredibile.

sabato 19 luglio 2014

...e ora sogni d'oro

Mi son tirata a baita, cenato e ora sono già qui sprofondata tra morbidi piumoni. Non c'è molto da fare, se non leggere e riposare. Fuori imperversa un temporale... scrosci e tuoni mi faranno da ninna nanna.

Escursione non troppo impegnativa ma nemmeno facile. Sono arrivata vicina ai 2300 del laghetto ma poi un fitto banco di nebbia che s'è levato d'improvviso, ha reso impossibile l'ascesa. Non vedevo a un palmo di naso, non vedevo il sentiero, e si sa che in montagna la nebbia è ancora più pericolosa della pioggia e della neve. Mi sono fermata e ho atteso. Appena si è aperto un varco, ho proseguito non più verso l'alto ma perpendicolarmente verso un alpeggio che sapevo vicino.
Cammina e cammina... e penso che forse ho sbagliato sentiero... il guardiano del rifugio mi aveva avvertita che a causa delle intemperie dello scorso inverno, sentieri e cartelli non erano affidabili... "fai attenzione Daffo."...ma per fortuna così non è stato. Al bivio c'ho azzeccato, anche se solo dopo un'ora ne ho avuto conferma quando dall'alto ho visto i primi tetti delle capanne dell'alpe... e allora mi sono sentita subito meglio... sospiro di sollievo.

Vacche al pascolo che ruminavamo... sguardi pacifici e così zen, che avresti detto che era erba quella che si fumavano... ops, che si mangiavano. Un piccolo allevamento di cavalli. Un paio di asini. Niente caprette, né tantomeno pecore. Fontane zampillanti di acqua fresca a cui attingere abbondantemente.

Per evitare ulteriori sforzi, e per non perdermi giacché fin qui ero arrivata sana e salva, gli ultimi chilometri li ho fatti su una stretta strada asfaltata che quassù collega alla belle e meglio i vari paesini. È meno ombrosa dei sentieri tra il fitto delle pinete, ma sicuramente si sa dove conduce.
Mi sono fermata a fare picnic su uno di questi immensi prati che straripano di fiori e colori e profumi... e poi con passo sciallo ho ritrovato la porta del rifugio.

Domani rientro in città, ritemprata e riposata.

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...così mimetizzato, quasi ci si cade dentro

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...quota 2000 e fin qui tutto bene

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giovedì 17 luglio 2014

...far from the madding crowd

 
“Dobbiamo abituarci all’idea che ai più importanti bivi della vita,
non c’è segnaletica.”
 
-Ernest Hemingway-

Tra una fetta d’anguria e l’altra, sto preparando lo zaino per il week-end. Un equipaggiamento completo ma leggero sulle spalle. L’estate si è tolta l’impermeabile e il sole sta asciugando sentieri e pascoli lassù dove volano le aquile… e lì andrà Daffo.
Per due giorni niente concerti né saltimbanchi. Il silenzio, l’aria fina, il profumo di resina e qualche saltamartino saranno miei compagni di viaggio. Vi manderò una cartolina virtuale… se c’è campo.

lunedì 14 luglio 2014

..spiagge

 
“Spiagge, immense ed assolate, Spiagge già vissute, amate poi perdute, In questa azzurrità, fra le conchiglie e il sale, Quanta la gente che, ci ha già lasciato il cuore. Spiagge, Di corpi abbandonati, Di attimi rubati, Mentre la pelle brucia, Un'altra vela va, fino a che non scompare, Quanti segreti che, appartengono al mare.”

In un giorno di mezza estate ci sta anche un bilancio di metà anno.

Guardo la mappa e la rotta percorsa, i nomi dei porti in cui ho fatto rifornimento e le profondità del mare a cui ho affidato per sempre e senza rimpianto la zavorra.
Dopo molte peripezie, sono approdata a una spiaggia quasi deserta e con il bagaglio che avevo nella stiva ho ricominciato a ricostruire qualcosa di nuovo. Ho ridipinto la mia nave e l’ho attraccata a un nuovo molo. Fin qui tutto bene.
 
Del lavoro che dire? Il nuovo piccolo transatlantico sta galleggiando, e presto alcuni del vecchio equipaggio verranno presi a bordo. Il metà tempo mi soddisfa e mi dà quell’impagabile sensazione di essere perennemente in vacanza. Niente male, eh si.
 
Da domani mi sono ripromessa che ricomincio a studiare, e a settembre come da programma riprendo l’ultimo corso di ipnosi. Si perché, mica è finita. Posso già praticare, sono in regola con l’abilitazione, ma il perfezionamento continua. Sono contenta. Ora che ho ritrovato serenità, posso ributtarmi nel mare dell’inconscio.
 
Gli obiettivi indicati nella zona “svaghi” in alto a sinistra sulla mappa sono ampiamente raggiunti.
Il maniero, zona in basso a destra, è stato messo dentro una botte di ferro, attorniato da molti cannoni pronti per sparare anche in assenza di Capitan Daffo.
Resta disatteso l’Amore, ahimè. E questo nonostante abbia fatto nuove conoscenze stuzzicanti e interessanti. Ma ci stiamo lavorando, senza affanno e con leggerezza. Un altro mare, un'altra spiaggia, un altro amore...
 

domenica 13 luglio 2014

...post sulle intemperie meteo e della vita

Le persone amano tenere tutto sotto controllo, e non c’è come il meteo che le manda in crisi. E non mi riferisco alle catastrofi naturali, ma alle normali intemperie. Ohibò, stiamo avendo un’estate molto piovosa. Va beh, capita. Le piogge sono quasi monsoniche. Pazienza. L’altro giorno sono caduti 55 litri di acqua per metro cubo, in solo mezz’ora. Ma per fortuna non s’è fatto male nessuno e i danni tutto sommato non sono stati rilevanti.
 
Vorrei anch’io poter passare un fine settimana in montagna a fare trekking. Per ora non si può fare. Aspetterò. Non è certo la fine del mondo, e non ho intenzione di mettermi in modalità “vittimistica” e lagnarmi da mane a sera. No no. Ho invece riempito la mia agenda di pièce teatrali, rassegne cinematografiche e concerti.
 
Ieri sera è stata lei la protagonista… la fanciulla della foto… beh… un po’ attempata è ma l’estro che la anima è decisamente giovanile, e poi è di una simpatia travolgente… non potevo mancare. Comunque, dicevo, una serata diversa. Un recital meraviglioso e c’ha buttato dentro perfino una lunga sonata di Chopin e un notturno. Un Daffo concerto insomma… e chissenefrega se piove.

 
Vi lascio con un altro articolo di Lucia Giovannini… per la gioia di Gioia ;0)
Enjoy!!
 
"Tutti noi incontriamo degli ostacoli sul cammino della vita e sulla strada verso i nostri sogni. A volte sono piccoli e possono essere superati più velocemente; altre volte richiedono molto più tempo, pazienza e determinazione. In altri casi, siamo proprio noi che “creiamo” degli ostacoli mentali con i nostri pensieri limitanti e poco funzionali. Ma sono proprio gli ostacoli a dare un significato diverso alla nostra vita.
 
(...) Non c’è nulla di più noioso di un film dove è tutto rosa e non ci sono sfide, difficoltà, ostacoli da superare. Le sfide ci servono per crescere, tanto che quando non abbiamo problemi, ce li creiamo. Siamo forse sadici o masochisti? No, è che come esseri umani siamo per natura dei problem-solver, dei risolutori di problemi. Altrimenti perché avremmo inventato le parole crociate, i sudoku, i puzzle? Altrimenti perché saremmo spinti a conoscere di più e a superare i nostri limiti? I problemi offrono al nostro cervello un contesto dove esercitarsi ad allenare creatività, comprensione e pazienza.
 
Ecco allora 5 consigli per superare gli ostacoli della vita.
 
1. Se ce l’hai fatta una volta, puoi farcela ancora
Ogni volta che ci troviamo davanti a una nuova sfida, ci lasciamo prendere dallo sconforto e dalla paura di non farcela e ci dimentichiamo che, in realtà, ne abbiamo affrontate già molte in passato, magari anche più impegnative. Se ce l’abbiamo fatta in quell’occasione, perché non dovremmo farcela anche questa volta? Tutto ciò che ci occorre, è dentro di noi. La vita non ci mette mai davanti a prove che non siamo in grado di sostenere.
 
2. Resta nel presente
Vi è mai capitato di pensare, di fronte a una sfida, che sbaglierete tutto e/o che andrà tutto male? Quella dell’apocalittico, che legge il futuro e prevede catastrofi, è una delle trappole in cui cadiamo più spesso (...). Ma quante probabilità ci sono che quello che stiamo solo ipotizzando accadrà veramente? Quando proviamo ansia e preoccupazione, stiamo proiettando la nostra mente nel futuro (di cui non abbiamo alcuna certezza), invece di rimanere ancorati nel presente (l’unico che esiste veramente). Uno dei modi più efficaci per riportare la mente nel qui e ora è la respirazione consapevole. Fai 10 respiri profondi, focalizzando la tua attenzione sull’aria che entra fresca dalle tue narici e ne esce riscaldata. Immagina che tutti i pensieri negativi, l’ansia e le preoccupazioni escano con l’espirazione e che sensazioni armoniose di pace, calma e fiducia entrino con l’inspirazione. La situazione che prima ti spaventava appare ancora così tragica e pericolosa?
 
3. Fissa dei mini-obiettivi raggiungibili
Gli ostacoli possono apparire come grandi montagne irraggiungibili ed è facile lasciarsi intimidire dalla mole del problema, ma attraverso dei gradini possiamo salire qualsiasi scalinata, anche la più ripida. (...) definire delle tappe intermedie facilita il passare all’azione: più l’obiettivo ci pare alto, più è importante frammentarlo in piccoli passi. Se il nostro obiettivo è dimagrire è inutile decidere di non mangiare per un mese intero: sarà molto difficile che possiamo farlo e il risultato sarà che ci sentiremo frustrati perché non abbiamo portato a termine il nostro impegno. Come primo obiettivo, però, possiamo decidere che entro tre giorni fisseremo una visita con il dietologo e un appuntamento nella nostra palestra preferita e che entro una settimana inizieremo a seguire la dieta che abbiamo scelto e ci alleneremo per un’ora, tre volte la settimana, nell’intervallo di pranzo. E il sabato andremo al mercato a piedi. Quando abbiamo un buon piano di azione, ogni giorno sappiamo cosa fare per avvicinarci alla nostra meta. Qual è il vostro prossimo passo?
 
4. Pensa e parla positivo
Le parole creano la nostra realtà, per questo è importante sceglierle con cura. Continuare a ripetere “non sono capace”, “non ce la farò mai”, “è difficile” e altre espressioni poco funzionali crea dei condizionamenti negativi nella nostra mente. Ma è vero anche il contrario. Man mano che modifichiamo il linguaggio, se anche non cambiano i fatti della nostra vita, cambia decisamente la maniera in cui li percepiamo. Così il linguaggio distruttivo di prima diventa “Ho in me la capacità di fare ciò che desidero”, “Occorre molto impegno ed energia,se voglio riuscire serve che mi prepari bene”, “Non è facile”. Questi sono solo degli esempi. Puoi personalizzare le frasi potenzianti, con le tue parole, in modo che vadano bene per te. La mente segue la direzione che le diamo: esprimiti in termini positivi!
 
5. Lasciati supportare dagli altri
Il supporto degli altri è importante. Non avere paura di chiedere consiglio a persone che magari si sono già trovate nella situazione in cui ti trovi ora e che ti possono supportare. Non dimenticare di vivere con leggerezza (che non vuol dire essere superficiali): una risata in compagnia delle persone che ti fanno stare bene, è in grado di donarti luce, speranza e magari anche nuove idee per la questione che stai affrontando."
 

giovedì 10 luglio 2014

...sassolini

 
Voglio lanciare un altro sassolino nello stagno delle persone ingrippate in pensieri negativi, e vedere che effetto fa loro questo articoletto di Lucia Giovannini. Enjoy e soprattutto… non complicatevi inutilmente la vita. La vita è bella, la vita è gioia, la vita ricambia a piene mani coloro che l’abbracciano forte forte.
 
“A volte hai come l’impressione che il mondo ce l’abbia con te, che tutto sia una lotta e una sfida continua? Il mondo esteriore è un riflesso del nostro mondo interiore. Cambiando il nostro atteggiamento, cambia anche la nostra percezione nei confronti della vita.
 
Quando qualcosa non va, è facile rifugiarsi nei lamenti. Lamentarsi è una calamita molto potente, proprio come la gratitudine. Ma invece di attrarre le cose positive, più ci lamentiamo di qualcosa, più chiamiamo a noi quel qualcosa ed ecco che rendiamo la nostra vita incredibilmente complicata.
 
Vediamo insieme 6 modi per (non) complicarsi la vita e viverla nella sua semplicità!
 
1. Credi che tutti vogliano approfittarsi di te
Qualcuno compie un atto di gentilezza nei tuoi confronti e tu inizi a pensare al perché l’abbia fatto e cosa voglia in cambio. Non ti fidi di nessuno e cerchi di avere sempre tutto sotto controllo e rimanere sempre all’erta…un grande stress! Davvero credi che tutte le persone vogliano fregarti? Come puoi esserne certa/o al 100%? Comportandoti in questo modo, stai voltando le spalle all’amore che le altre persone vogliono donarti (sì, esistono davvero).
 
2. Pensi che tutto sarà un disastro
Qualcuno che ti piace veramente tanto ti ha invitato a cena oppure il tuo capo ti affida un progetto importante. Invece di essere contenta/o e pensare alla grande opportunità che ti si è presentata davanti, inizi a pensare che sarà un disastro, che sbaglierai tutto e farai una brutta figura. É il classico comportamento dell’apocalittico, una delle trappole che ci rendono infelici (…). È facile cadere in preda all’ansia, quando la nostra attenzione è costantemente focalizzata sul «dopo» (perché di fatto nel «qui e ora» non sta ancora succedendo niente di grave!) e usiamo una lente negativa che ci fa vedere tutto ciò che potrebbe andare male. Il problema è che il cervello primitivo è organizzato sulle emozioni e non sulla logica. Una volta che abbiamo avvistato e identificato il possibile pericolo, il secondo passo è trasformarlo in una tragedia. La mente crede che se riusciamo ad avere in anticipo tutte le informazioni su cosa può andare male saremo in grado di gestire la situazione. E, in questa modalità, non esistono dei semplici inconvenienti ma solo dei disastri. Un litigio diventa la fine di una relazione, un invito a cena declinato diventa un rifiuto sociale. A questo stadio scatta l’impazienza, il bisogno di correre ai ripari il più velocemente possibile. Ma quello che «alluciniamo» è in realtà ciò che inconsciamente ci aspettiamo. Quante volte pensiamo: Tanto andrà così. Poi, al primo segnale, diciamo: L’avevo detto io!? La parte spaventata dentro di noi non vuole solo correre ai ripari, ma anche avere ragione (e sentirsi al sicuro: se ho ragione significa che sono capace di prevedere!). Occorre sfidare il messaggio di paura perché è lì che ha origine il tutto. Una volta che riusciamo a mettere in dubbio la sua veridicità, la sua presa viene indebolita e allora si apre lo spazio per nuovi comportamenti. Ecco che ritroviamo la libertà!
 
3. Pensi che tutti ce l’abbiano con te
Tutti noi abbiamo una zona di potere, composta da pensieri, parole e azioni, quella su cui abbiamo il controllo al 100%. Molto spesso, però, ce ne dimentichiamo e tentiamo di controllare quella di altre persone, su cui invece non possiamo fare niente! Questo non significa diventare passivi, ma nemmeno pensare che ogni azione degli altri dipenda da noi o sia diretta a noi. Se un collega è sgarbato, non può essere che magari si sia alzato di cattivo umore e tu non c’entri assolutamente niente? E se invece ce l’hanno veramente con noi? C’è molta differenza tra il pensiero che hanno di noi e chi siamo veramente! Occorre fare una distinzione netta tra persona e comportamento. Noi come persone siamo più dei nostri progetti, delle nostre azioni e persino dei nostri pensieri. Anche di fronte a un rifiuto o a una critica, l’atteggiamento migliore è ricordarci che è un nostro modo di pensare, una nostra frase, una nostra azione, un nostro progetto a essere giudicato, criticato o attaccato. Non necessariamente noi. La critica è verso l’idea che la persona ha di noi. Quindi ha poco a che fare con noi e molto a che fare con la persona che ci sta rifiutando/attaccando/criticando in quel momento.
 
4. Eviti l’incertezza e il cambiamento
L’unica certezza nella vita è il cambiamento. Senza cambiamento, infatti, non c’è vita! E, sulla strada per realizzare i nostri sogni, non abbiamo garanzie. Quando ci troviamo davanti a situazioni nuove, che richiedono una dose di coraggio in più, ecco che sentiamo una vocina che ci suggerisce mille motivi per non farlo. A volte è necessario prendere dei rischi. Per sviluppare coraggio, occorre coraggio. Bastano piccoli passi per uscire dalla nostra zona di comfort e comunicare al cervello la volontà di cambiamento: dedicarsi a nuovi hobby, provare piatti diversi, imparare una nuova lingua. A te la scelta!
 
5. Non riesci a lasciare andare
“Giuro che gliela faccio pagare!”, “Questa volta non la passerà liscia!”. Vi è mai capitato di pronunciare queste frasi arrabbiati e feriti? Ma chi paga veramente in questa situazione? Per-donare non significa fare finta di niente e dimenticarsi del male che qualcuno ci ha fatto. Vuol dire, piuttosto, prendere atto di ciò che è accaduto e da lì andare avanti. (…) perdonare significa lasciare andare il carico emotivo, togliersi la zavorra del passato dalle spalle. A cosa serve continuare a portare addosso i pesi di ciò che è accaduto? Non possiamo muoverci verso il nuovo se siamo trattenuti dalle vecchie catene. Perdonare significa curare le ferite riportate con un balsamo composto da accettazione, pace e amore per noi stessi. È in questo modo che facciamo di nuovo spazio nel nostro cuore.
 
6. Fai fatica a dire di no
Molte volte per paura dello scontro, di essere criticati, attaccati o anche per il bisogno di approvazione e armonia finiamo per dire sempre di sì alle richieste degli altri, anche quando sappiamo benissimo che sarebbe meglio dire di no. Cercando di compiacere tutti perdiamo ogni traccia di autenticità e originalità. Invece di indossare la maschera del sorriso forzato, non sarebbe meglio allenarsi a dire quello che non va per tempo e con amore? Per iniziare domandiamo prima a noi stessi: Cosa voglio? Cosa ho bisogno di comunicare? E in che modo posso farlo?”
 

lunedì 7 luglio 2014

...un nome un po' così

Mi piace il cinema di pomeriggio. Una piccola sala a gestione studentesca, un centinaio di bambini da due a sei anni… e fra le tante testoline, Daffo, comodamente affondata in una poltrona rossa dell’ultima fila… concentrata sul galeone che procede sinuoso verso l’orizzonte incendiato dal tramonto… e spontaneamente, tutti a ritmo, battiamo le mani e intoniamo… ecco sono qui pippi calzelunghe così mi chiamo ♫♪♫♫♪♫♪♫♫♪... e penso a quanto sono fortunata a lavorare a metà tempo e potermi godere queste esperienze meravigliose :0)
 
 

domenica 6 luglio 2014

...contemplare il vuoto

 
“Oggi è il giorno giusto per lasciar andare, per accettare di buon grado e per mettersi seduti con un certo senso di attesa. Abbiate il coraggio di sedervi, senza nulla tra le mani, sapendo che l’Universo aborrisce il vuoto e desidera colmarlo immediatamente. Poi attendete speranzosi, con la consapevolezza che qualcosa di bello sta per mettersi sul vostro cammino.”
 
-C.Spezzano-

sabato 5 luglio 2014

...il mio angolo di paradiso

Mi tiene aperto il portone in modo galante. L’assistente del tosaerba sotto casa.
"Ritorni nel tuo angolo di paradiso…”
“Ebbene si.”
Sono appena passate le otto di mattina quando mi siedo in poltrona a leggere il quotidiano e bere un caffè. Mi piace passeggiare per la città quando si sta svegliando. Sembra di sentire i muri che si stirano e le finestre come occhi che si stropicciano alla prima luce del sole. Quel lento trambusto che accompagna ogni inizio… la frescura dell’aria dopo il temporale… Cammino fra le bancarelle del mercato, spolvero e acquisto un libro di seconda mano, mi fermo incuriosita ad ammirare un piccolo comodino in legno. Guardo il cartellino del prezzo. Non è caro, anzi è un prezzo più che onesto. Non è antiquariato, ma merce che arriva direttamente dal solaio pieno di ragnatele. Peso il mobile, con il pensiero. Potrei farcela a portarlo via a forza di braccia, tanto è vicino a casa... magari usando un carrello a due ruote di quelli per le casse di birra. Ne ho uno in solaio. Lo prendo o non lo prendo? Le due parti di me che si combattono trovano un accordo: se sabato prossimo sarà ancora lì, lo compro.

venerdì 4 luglio 2014

...legno

Le favole piene di animali, le mie preferite. Da bambina mi immaginavo nella tana della talpa, fra l’erba assieme al leprotto, o nello stagno a saltellare sul dorso di una ranocchia. Quelle case così belle, dentro agli alberi e sotto terra. I lettoni morbidi, coperti da soffici piumoni. Immancabile, un camino acceso e tutti attorno a rincuorarsi dopo l’ennesima avventura là fuori nel mondo degli umani, questi esseri così strani e a volte pericolosi.
 
Sarà per questo imprinting, casa mia è un po’ così. Tutti i mobili rigorosamente di legno naturale, legno massello. Stoffe e cuscini colori terra, colori caldi. Alcune piante a dare vita all’ambiente. Soprammobili pochi e in sintonia con l’arredamento. Tanti libri. E come mamma topolina, mi piace cucinare e darmi da fare per non far mai mancare la giusta scorta di cibo. Ieri ho invasato altra marmellata di albicocche, Daffo home made. Con fare quasi da farmacista ho poi riempito diversi barattoli… cioccolata, caffè, zucchero, tè. Ho spolverato e riordinato.
Felice e riposata sono poi andata al parco, una presentazione di un libro. Casualmente, un incontro interessante con una giornalista scrittrice. Scopriamo di aver avuto un’amica comune. Potrà certamente darmi una dritta per quello che sto scrivendo… una prima lettura… chissà… lei ha anche una piccola casa editrice.
 
E oggi di nuovo pioggia e nebbia…e Daffo, dopo una lunga trasferta fuori mano su e giù per i mezzi pubblici, senza ombrello e sotto un acquazzone che ti raccomando, ha portato in casa un nuovo mini impianto stereo per riempire la tana di calde sinfonie… home sweet home… restiamo all'asciutto e lasciamo fuori il mondo… ♫♪♫♫♪♫♪♫♫♪